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il 29/1/2012, 20:40

Apro un nuovo thread per fare una sorta di "riassunto delle puntate precedenti". Prenderò spunto dal thread principale "Una nuova avventura" ma anche dagli altri che si sono sviluppati in parallelo. Esamineremo le scelte fatte via via nel corso della sperimentazione, fino ad arrivare allo stato attuale del progetto, la cui fase sperimentale si è conclusa ormai da un paio di mesi.

Spero che questo thread sia anche l'occasione per ridiscutere insieme alcuni dettagli.
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il 29/1/2012, 20:59
O.K., facciamo questa sintesi !
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il 29/1/2012, 22:24
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il 29/1/2012, 23:02

Sì, si riparte! grande sorriso

Ho appena finito di leggermi tutto il thread "Una nuova avventura". Mi serviva per riprendere il filo: devo dire che di strada ne è stata fatta parecchia, per cui questo thread servirà a focalizzare le cose, anche al sottoscritto... laugh

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il 1/2/2012, 13:16
Il Lightning è un amplificatore per cuffia ibrido, nel quale il gain è ottenuto per mezzo di tubi a vuoto, mentre l'amplificazione in corrente è a stato solido.

Stadio di gain
Per la parte preamplificatrice si è deciso di utilizzare la rinomata e diffusa ECC88, nelle varie accezioni possibili (E88CC, 6922, etc.). Questo perchè tale valvola è un doppio triodo con un µ (si legge "mu") di circa 30, funziona bene con valori di tensione anodica non troppo elevati e, non ultimo, costa poco e si trova facilmente. Il µ di 30 è l'ideale per l'utilizzo in un amplificatore per cuffia, in quanto, una volta considerate le varie attenuazioni che saranno necessarie per l'applicazione nel circuito, permette di avere il giusto gain di circa 10 volte in tensione, ammesso di usare la classica configurazione a catodo comune e un solo triodo per l'amplificazione, senza controreazione locale.

Dal momento che la ECC88 di triodi ne contiene due, a un unico triodo spetta il compito di ottenere il gain necessario, mentre all'altro quello di interfaccia verso lo stadio finale. Questa configurazione, con due triodi in cascata, rappresenta la soluzione migliore da un punto di vista tecnico se si vogliono avere buone prestazioni senza l'utilizzo di controreazione inter-stadio.

Questo è lo schema dello stadio preamplificatore allo stato attuale (un solo canale):

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Il triodo V1A è quello che amplifica in tensione il segnale, di circa 30 volte - ovvero il µ del triodo - mentre R10 e R2 attenuano il segnale di quanto basta per portare il gain a circa 10, e impostano le impedenze dell'ingresso al valore ottimale. R2 in particolare blocca la griglia al riferimento di massa, mentre R10 la isola dall'ingresso e insieme a R2 compone il partitore di attenuazione.

Il LED1 crea ai suoi capi una caduta di tensione di circa 2 Volt, il valore giusto di polarizzazione che fa al caso nostro. L'impedenza interna del led è di circa 3 ohm e di fatto rappresenta un corto-circuito per il segnale audio. In questo modo non si ha controreazione locale e si sfrutta tutto il µ del triodo.

L'insieme T1 - D1 è un generatore di corrente costante che blocca la corrente anodica al valore di circa 6 mA. Esso rappresenta un carico anodico con impedenza molto elevata - circa 500 KΩ - e assicura la massima linearità di funzionamento.

Il triodo V1B non amplifica in tensione, in quanto si tratta di un cathode follower con guadagno leggermente inferiore all'unità (0.97). Il suo scopo è quello di abbassare l'impedenza di uscita dello stadio preamplificatore, in modo che si interfacci in maniera ottimale con lo stadio finale. L'impedenza di ingresso di V1B è elevatissima, molto più alta di quella apparentemente imposta dal valore di R6 da 100 KΩ in quanto quest'ultima è "bootstrappata", per cui il triodo V1A non viene assolutamente caricato da V1B. Questa è una garanzia ulteriore che V1A lavorerà nella migliore condizione possibile. L'impedenza di uscita dello stadio vista dal catodo di V1B è piuttosto bassa: circa 150 ohm, l'ideale per pilotare lo stadio finale.

I condensatori C3 e C4 sono di disaccoppiamento, e dato il loro valore non elevatissimo possono essere del tipo a film plastico. In particolare C3, di soli 470 nF potrà essere anche un polipropilene, mentre C4 da 2.2 uF potrà essere in poliestere. L'importante per questi condensatori è il valore di tensione gestibile che deve essere superiore ai 100 V.

Il transistor T2 insieme allo zener D3 è un altro generatore di corrente utilizzato come carico per il cathode follower V1B. Anche in questo caso, l'alta impedenza dinamica del generatore permette di far lavorare nel migliore dei modi il triodo. Per polarizzare il triodo si utilizza una normale resistenza - R8 - invece del diodo led come per V1A, in quanto in questo caso la bassa impedenza del led sarebbe del tutto superflua, essendoci in serie il generatore di corrente che ha un'alta impedenza. Sempre il generatore è anche il motivo per cui R8 non può causare controreazione locale, e del resto V1B lavora da cathode follower che è già controreazionato al 100%. L'utilizzo di R8 invece di un led è comodo in quanto si può facilmente cambiare il punto di lavoro del triodo variando semplicemente il valore della resistenza - cosa che non sarebbe possibile con il led.
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il 1/2/2012, 18:25
Non ho competenza per valutare il progetto che sta portando avanti Alex, ma mi sembra interessante.
Eventualmente per rendere più comprensibile il ragionamento sul circuito, si potrebbe spiegare qualche concetto di elettronica, per esempio cosa vuol dire "polarizzare una valvola", oppure "punto di lavoro".

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il 2/2/2012, 00:18
Stadio finale
Rispetto agli amplificatori da decine di watt un amplificatore per cuffia ha il vantaggio di dover erogare pochissima potenza, in quanto per la maggior parte delle cuffie pochi milliampere sono sufficienti ad ottenere un volume sonoro adeguato. Si tratta quindi di definire qual'è il valore massimo di potenza che dovrà erogare l'ampli, e per questo sono stati fatti diversi test in questi mesi con le cuffie più disparate. La cuffia più "onerosa" in termini di potenza è senz'altro la AKG K1000, ora non più in produzione. Con questa cuffia si è visto che l'amplificatore, per stare tranquilli, deve poter erogare almeno 1 W RMS su un carico di 120 Ω, il che corrisponde ad uno swing di circa 13 Vp, mentre la corrente massima di picco è di circa 100 mA.

Le specifiche adottate per lo stadio finale del Lightning superano quelle necessarie per la K1000: la corrente di riposo (e quindi la corrente massima erogabile sul carico) è di 130 mA, mentre lo swing massimo è dato dall'alimentazione che è di 20 V per ramo.

Il finale è in classe A, di tipo single-ended, e quindi l'intera onda del segnale è amplificata da un unico dispositivo, a differenza della tipologia a simmetria complementare dove la polarità del segnale definisce quale dispositivo è attivo in un determinato momento. Il single-ended però è la tipologia più inefficiente: la potenza dissipata in calore è ben superiore a quella erogata sul carico. Il vantaggio è che suona meglio - ma questo è opinabile e andrebbe argomentato - e del resto le potenze in gioco sono abbastanza basse da non rendere troppo preoccupante questo aspetto.

In particolare, lo stadio di uscita del Lightning è un single-ended con carico attivo. Il carico attivo è composto da Q7 coadiuvato da Q8, i quali formano un generatore di corrente costante, tarato su 130 mA. Quindi nei finali Q6 e Q22 scorrerà sempre una corrente di 130 mA, a prescindere dal segnale audio. Il fatto che la corrente rimanga costante è un vantaggio, in quanto si eliminano gran parte delle non linearità dei dispositivi di uscita Q6 e Q22.

Questo è lo schema elettrico relativo a un solo canale:

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In realtà, il transistor di uscita vero e proprio è Q6, in quanto Q22 serve solo a tenere costante la tensione Vce di Q6. Quindi Q6 lavora non solo a corrente costante ma pure a tensione costante: si sfrutta un solo punto delle sue caratteristiche di uscita, e ciò consente di ottenere uno stadio finale a bassa distorsione senza la necessità di applicare una controreazione totale.

Lo zener D2 è quello che determina la tensione tra collettore e emettitore di Q6. Il valore minimo è quello che consente a Q6 di lavorare correttamente, quindi deve essere maggiore di 3 V; nel nostro caso è stato scelto un valore leggermente superiore, 3.9 V, in modo da far dissipare a Q6 la minor quantità possibile di potenza. Ciò consente di mantenere Q6 in aria, senza dissipatore.

Q22 e Q7 invece saranno dotati di alettatura, in quanto sono esposti a una tensione Vce più alta: 20 - 4 = 16 V (Q22) e 20 V (Q7). Tutti i transistor fin qui nominati sono attraversati dalla stessa corrente di riposo, 130 mA.

Il segnale proveniente dallo stadio preamplificatore arriva alla base di Q1 tramite la resistenza R7 e il condensatore C4. In realtà, tale condensatore è riportato sullo schema solo per completezza, in quanto è già previsto sul preamplificatore, per cui C4 sarebbe solo un doppione inutile.

Q1 lavora da inseguitore di emettitore (in inglese: emitter follower) e quindi non amplifica il segnale ma serve solo come adattatore. L'impedenza vista dalla base di Q6 infatti sarebbe un po' troppo bassa - circa 3 o 4 KΩ, in base alla cuffia collegata all'uscita del finale - e caricherebbe troppo sia lo stadio preamplificatore che - soprattutto - il servo-dc. L'interposizione di Q1 permette di risolverebbe brillantemente il problema, senza alcun effetto collaterale. Q1 è caricato da un generatore di corrente costante composto da Q3 e Q5, per cui lavora con grande linearità senza introdurre alcuna forma di distorsione apprezzabile. L'impedenza vista dalla base di Q1 sale al rassicurante valore di circa 40 KΩ, un valore abbastanza alto da garantirci il perfetto interfacciamento con lo stadio preamplificatore e con il servo-dc.

Il condensatore C21 da 82 pF è ininfluente per il segnale audio e serve solo ad evitare possibili auto-oscillazioni ad altissima frequenza. E' probabile che tale condensatore non sia necessario, per cui non è detto che lo ritroveremo sullo schema nella versione finale dell'amplificatore.

I due amplificatori operazionali U1A/U1B compongono il servo-dc che - per l'appunto - serve a mantenere l'uscita, in assenza di segnale, esattamente allo zero volt. Se non ci fosse un meccanismo di controllo automatico, sarebbe necessario intervenire con un punto di taratura per l'offset, che però non garantirebbe la necessaria stabilità nel tempo e con il variare della temperatura. Dal momento che le cuffie sono sensibili anche a correnti minuscole, un offset anche di soli pochi millivolt potrebbe causare uno sbilanciamento della bobina, o persino danneggiarla. E' fondamentale quindi il servo-dc, che corregge l'offset costantemente a prescindere dalla temperatura e dalle variazioni nel tempo dei componenti.

Il primo operazionale U1A confronta le due tensioni presenti ai suoi due ingressi (i piedini 2 e 3) tramite le due resistenze R19 e R20 da 1 MΩ. Un ingresso è collegato all'uscita dello stadio finale, e l'altro a massa. Quindi il confronto avviene tra l'uscita dell'amplificatore e lo zero volt. Qualunque scostamento dell'uscita dallo zero viene intercettato da U1A e riportato alla sua uscita amplificato centinaia di migliaia di volte, sul piedino 1. Il condensatore C10 fa sì che l'operazionale funga da integratore, rendendolo di fatto insensibile alle variazioni del segnale audio. Per lo stesso scopo è presente anche il condensatore C9, che insieme alla R19 funziona da ulteriore filtro che elimina quasi totalmente il segnale audio lasciando passare solo la continua. All'uscita di U1A avremo quindi un segnale che è del tutto indipendente dall'audio e che si riferisce esclusivamente alla componente continua da utilizzare come controllo per azzerare l'offset in uscita. Tale segnale raggiunge il secondo operazionale U1B, che ha lo scopo di invertirne la polarità e di filtrarlo ulteriormente da eventuali tracce dell'audio ancora presenti. Dall'uscita di U1B il segnale torna all'ingresso dell'amplificatore tramite R21 e in questo modo si chiude il loop di controllo del servo-dc.

Il servo-dc è spesso accusato - ingiustamente - di influire sulle prestazioni audio in ascolto. Ma se esso è ben realizzato, la sua influenza è del tutto trascurabile in quanto l'intervento si limita a pochi hertz al di sotto della banda audio. La configurazione adottata nel Lightning è la stessa che è consigliata ed adottata da Douglas Self nei suoi progetti, e secondo il suo parere non può influenzare in alcun modo il segnale audio. Io sono d'accordo con lui.


Ultima modifica di bandAlex il 3/2/2012, 16:22, modificato 7 volte
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il 2/2/2012, 00:58
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Non ho competenza per valutare il progetto che sta portando avanti Alex, ma mi sembra interessante.
Eventualmente per rendere più comprensibile il ragionamento sul circuito, si potrebbe spiegare qualche concetto di elettronica, per esempio cosa vuol dire "polarizzare una valvola", oppure "punto di lavoro".

Hai ragione. Qualcosa è stato già scritto nel thread "Una nuova avventura" a riguardo ai punti di lavoro dei triodi, ma in effetti sarebbe utile affrontare questi argomenti in una sezione separata.
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il 2/2/2012, 08:41
Q6 e Q22 lavorando in coppia è come se fossero un unico dispositivo? E perchè serve una coppia? E se serve una coppia serviranno due transistor selezionati? Scusa per tutte le domande. baby
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il 2/2/2012, 11:47
Evvai, si ricomincia! [Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]
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il 2/2/2012, 13:20
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Q6 e Q22 lavorando in coppia è come se fossero un unico dispositivo? E perchè serve una coppia? E se serve una coppia serviranno due transistor selezionati? Scusa per tutte le domande. baby

Esatto, Q6 e Q22 è come se fossero un unico transistor, e non devono essere selezionati. Ma ne parlerò nel post precedente che sarà aggiornato a breve. smile
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il 3/2/2012, 16:02

Ho aggiornato il post sopra con la parte relativa al finale.
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il 5/2/2012, 11:30
Sempre interessanti le spiegazioni di Alex, anche se non essendo io tecnicamente preparato, non so cogliere bene il senso di tutte sue argomentazioni.
Volevo però chiedere se il nuovo progetto sarà su pcb o una circuitazione in aria.
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il 7/2/2012, 22:58

Il progetto sarà su PCB. Ma sarà una PCB diversa da quella del VHF-N: le piste e le piazzole saranno più grandi, le resistenze utilizzate saranno più grandi, e quindi sarà più agevole da assemblare.
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il 8/2/2012, 08:57
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
Il progetto sarà su PCB. Ma sarà una PCB diversa da quella del VHF-N: le piste e le piazzole saranno più grandi, le resistenze utilizzate saranno più grandi, e quindi sarà più agevole da assemblare.
Non so se ne hai parlato, ma sarebbe possibile farlo diventare un preamplificatore a tutti gli effetti con annessa uscita cuffia? I presupposti per avere un preampli di ottima qualità e basso guadagno ci sono tutti. fisch
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il 8/2/2012, 22:43

L'idea di usare l'ampli cuffia come preamplificatore è interessante, e se ne sta parlando [Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link]. Con il Lightning tecnicamente la cosa non cambia, per cui valgono le stesse considerazioni. Non è detto che il Lightning non abbia più di un ingresso e un'uscita adatta a pilotare un finale di potenza...
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il 10/2/2012, 10:27

Nelle varie schede del VHF-x realizzate da altri a cui ho dato un'occhiata ho notato che spesso sono stati sostituiti alcuni componenti con altri dalla presunta maggiore qualità "sonica". Soprattutto per quanto riguarda i condensatori, ma anche per alcune resistenze, ho visto che in alcuni casi sono stati spesi dei soldi in più per utilizzare componenti più costosi di quelli indicati nella part-list.

C'è da dire che in questa pratica non trovo nulla di male, se non il fatto che i soldi spesi nella maggior parte dei casi potrebbero benissimo essere risparmiati per qualcosa di più concreto. Nell'amplificatore ci sono delle parti che non potranno mai influire sul suono, per cui impiegare componenti di costo elevato su quelle parti è soltanto uno spreco.

Per questo motivo ho pensato che per il Lightning farò una part-list in cui ciascun componente avrà un punteggio in base alla sua influenza sul suono dell'amplificatore. Spero che questo sia un segnale evidente del fatto che per il Lightning non verranno certo buttati via dei soldi inutilmente: dove sarà sufficiente (o necessario) un ceramico troverete un ceramico, e dove sarà necessario un polistirene o un silver-mica troverete quello. La stessa cosa sarà valida per le resistenze e per i condensatori elettrolitici.

In questo fine settimana, complice anche la - presunta - neve su Roma, approfitterò per dare un'accelerata al progetto, e conto di mettere in linea un primo abbozzo di pcb.

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il 10/2/2012, 12:17
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
Nelle varie schede del VHF-x realizzate da altri a cui ho dato un'occhiata ho notato che spesso sono stati sostituiti alcuni componenti con altri dalla presunta maggiore qualità "sonica". Soprattutto per quanto riguarda i condensatori, ma anche per alcune resistenze, ho visto che in alcuni casi sono stati spesi dei soldi in più per utilizzare componenti più costosi di quelli indicati nella part-list.

Confesso che per quello che riguarda i condensatori elettrolitici sono leggermente angosciato dalla loro durata e tendo a prendere quelli che mi danno maggiori garanzie in tal senso. sad
Mentre per l'uso degli altri tendo a privilegiare - ove possibile - quelli a polipropilene ma non arriverei mai a spendere cifre come quelle che si sentono in giro (anche perché non ce le ho...). no

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
Per questo motivo ho pensato che per il Lightning farò una part-list in cui ciascun componente avrà un punteggio in base alla sua influenza sul suono dell'amplificatore. Spero che questo sia un segnale evidente del fatto che per il Lightning non verranno certo buttati via dei soldi inutilmente: dove sarà sufficiente (o necessario) un ceramico troverete un ceramico, e dove sarà necessario un polistirene o un silver-mica troverete quello. La stessa cosa sarà valida per le resistenze e per i condensatori elettrolitici.

E' una cosa buona ma non mi sentirei di censurare quelle piccole - perché questa è l'entità - follie audio costituite dalla possibilità, ad esempio e per ciò che mi riguarda personalmente, di provare un polistirene a confronto con un silver-mica : alla fine dei conti se ne sono andate meno di una decina di euro per soddisfare una curiosità. happy
Basta non scadere nella stupidaggine di quei frustrati che pensano che basti spendere cifre spropositate in materiali per raggiungere l'empireo promesso dai depliant pubblicitari di brand griffati : ritengo che il valore aggiunto del DIY sia ben altro dall'opportunismo pseudo esclusivista dei parvenus dell'hi-fi. sly
Non so se mi spiego... wink

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il 10/2/2012, 12:41
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:E' una cosa buona ma non mi sentirei di censurare quelle piccole - perché questa è l'entità - follie audio costituite dalla possibilità, ad esempio e per ciò che mi riguarda personalmente, di provare un polistirene a confronto con un silver-mica : alla fine dei conti se ne sono andate meno di una decina di euro per soddisfare una curiosità. happy

Per carità, non è mia intenzione censurare nulla. grande sorriso Ma ci tengo al fatto che eventuali upgrade sulla componentistica siano fatti a ragion veduta: sostituire un ceramico sull'alimentazione non solo non serve a nulla, ma può addirittura peggiorare le prestazioni.

Invece nei punti "critici" farò in modo che ci sia spazio sufficiente sulla pcb per montare componenti alternativi (ad esempio, per i polipropilene è necessario più spazio). Per le resistenze ho già detto che saranno usate quelle da 0.6 W da 7 mm di lunghezza, che consentono una maggior libertà di scelta sulla tipologia (oltre ad assere più facili da maneggiare).

Naturalmente la pcb sarà più grande, e questo sarà l'unico costo aggiuntivo da prevedere.

E a proposito di pcb, questa volta cercheremo di farcela fare dai tedeschi, che allo stesso prezzo (o addirittura inferiore) lavorano meglio e offrono più opzioni. Ahimè, è amara sta considerazione, ma purtroppo è così che stanno le cose.
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il 10/2/2012, 13:21
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:


In questo fine settimana, complice anche la - presunta - neve su Roma, approfitterò per dare un'accelerata al progetto, e conto di mettere in linea un primo abbozzo di pcb.

Speriamo nevichi ben bene così stai tappato in casa a lavorare grande sorriso

In qualche punto sul mio VHF-N ho fatto un downgrade (ceramici a bottone) e va che è una meraviglia, non mi stanca mai.
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il 10/2/2012, 14:11
Ciao Alex, desidero ricordare un mio modestissimo consiglio per rendere forse più flessibile sotto un profilo:

- sperimentazione e autocostruzione

- logico (per quello che può servire)

- ottimizzazione spazi negli chassix

pensare a due PCB separati: uno con lo stadio di "tensione/pilotaggio" valvolare, e on board le sue alimentazioni (anod+fil) , l'altro con il buffer di corrente a bjt + circuiti ausiliari (protezione e offset) con le loro alimentazioni.

Se può valere... che ne dici?

Un saluto,
Andrea
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il 10/2/2012, 15:02
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
Ma ci tengo al fatto che eventuali upgrade sulla componentistica siano fatti a ragion veduta: sostituire un ceramico sull'alimentazione non solo non serve a nulla, ma può addirittura peggiorare le prestazioni.

Da questo punto di vista sono perfettamente d'accordo !
Ogni mia variazione sul tema è sempre stata preceduta da un'adeguata esplorazione conoscitiva... wink

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
Invece nei punti "critici" farò in modo che ci sia spazio sufficiente sulla pcb per montare componenti alternativi (ad esempio, per i polipropilene è necessario più spazio). Per le resistenze ho già detto che saranno usate quelle da 0.6 W da 7 mm di lunghezza, che consentono una maggior libertà di scelta sulla tipologia (oltre ad assere più facili da maneggiare).
Naturalmente la pcb sarà più grande, e questo sarà l'unico costo aggiuntivo da prevedere.

E vabbé, ce ne faremo una ragione... cry

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
E a proposito di pcb, questa volta cercheremo di farcela fare dai tedeschi, che allo stesso prezzo (o addirittura inferiore) lavorano meglio e offrono più opzioni.

E' quello che succede quando in un paese si decide, generalmente, di competere con il terzo mondo invece che con i paesi più evoluti... dry

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il 10/2/2012, 21:34
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Ciao Alex, desidero ricordare un mio modestissimo consiglio per rendere forse più flessibile sotto un profilo:

- sperimentazione e autocostruzione

- logico (per quello che può servire)

- ottimizzazione spazi negli chassix

pensare a due PCB separati: uno con lo stadio di "tensione/pilotaggio" valvolare, e on board le sue alimentazioni (anod+fil) , l'altro con il buffer di corrente a bjt + circuiti ausiliari (protezione e offset) con le loro alimentazioni.

Se può valere... che ne dici?

Un saluto,
Andrea

Ci sto riflettendo... l'idea mi piace molto, sono sempre stato un fautore delle soluzioni "modulari", anche se questo comporta un aumento dei costi dovuto al fatto che bisognerà fare due pcb invece di una. Inizierò a lavorare sulla parte valvolare, nel frattempo prenderò una decisione... se magari qualcun altro vuole intervenire esprimendo la sua opinione in merito, sarebbe cosa gradita oltre che utile. smile
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il 10/2/2012, 23:31
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
Ci sto riflettendo... l'idea mi piace molto, sono sempre stato un fautore delle soluzioni "modulari", anche se questo comporta un aumento dei costi dovuto al fatto che bisognerà fare due pcb invece di una. Inizierò a lavorare sulla parte valvolare, nel frattempo prenderò una decisione... se magari qualcun altro vuole intervenire esprimendo la sua opinione in merito, sarebbe cosa gradita oltre che utile. smile

Quali potrebbero essere - astrattamente - i vantaggi derivanti da una soluzione modulare rispetto all'integrazione in un'unica PCB ?
huh

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il 11/2/2012, 09:48
Ciao,

provo a fare qualche esempio (mi scuso, forse, per la banalità):

- scelta più varia del contenitore che potrebbe essere più lungo che largo, più alto che lungo o largo etc.

- collocamento logico/funzionale migliore all'interno dello chassix: stadio valvolare lontano dai trasformatori, oppure più vicino possibile agli ingressi, oppure schermato, su antivibranti...

- montaggio stadio d'uscita (meno critico) a ridosso di dove ci pare, vicino alle uscite etc.

- unico punto di contatto fra le due schede: i due condensatori di accoppiamento, da montare off board, della grandezza e tipo che vogliamo, con materiale smorzante, schermati etc.

- possibilità (per gli sperimentatori, tra cui mi inserisco) di provare, commutandole, diverse tipologie di stadio pilota, puramente valvolari o ibride o come vogliamo...

Per quanto riguarda l'aumento dei costi, non so fino a che punto ma penso che le due PCB possano essere presentate al fornitore come una unica poi da separate (eventualmente) a ns. cura... a questo aggiungo che non so se p.es. due pcb incise 10x16 costino realmente di più di una p.es. 20x32... ma qui la parola ai più esperti.

I miei 2c,

Ciao,

Andrea
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