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Messaggio Da vale25 il 13/10/2012, 10:54

Leggendo a tempo perso qualche pagina del sito Burson audio, non ho potuto fare a meno di pormi qualche domanda, ma visto che (almeno per adesso grande sorriso ) non ho le competenze tecniche per giungere ad una risposta, le rigiro a voi baby fisch

Con la presentazione del loro nuovo amplificatore infatti, hanno ripreso alla grande a bombardare l'incauto consumatore che si addentra nelle pagine del loro sito web con mille riferimenti a quanto sia bravissimo il team burson audio ed in particolare quanto siano stati bravi a progettare il loro nuovo stadio d'ingresso a discreti con solo 21 componenti, e come questa soluzione porti solo vantaggi.
Per quanto le motivazioni da loro esposte siano valide abbastanza da convincere qualcuno che non abbia le necessarie competenze tecniche, (il discorso che meno componenti attraversa il segnale meglio è sembra non fare una grinza) mi chiedo: ma se utilizzando meno componenti si ottiene un risultato migliore, tutti i produttori che non fanno uso di circuiti integrati o quelli che utilizzano integrati molto costosi non dovrebbero trarre vantaggio da questa filosofia?
Oppure (questa motivazione mi è giunta in mente mentre scrivevo, accompagnato in sottofondo dal meraviglioso album di Joe Henderson "Lush life") l'utilizzare così pochi componenti prevede che essi siano così accuratamente selezionati e accoppiati da influenzare profondamente il costo finale?
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Re: Less is more

Messaggio Da Telstar il 6/1/2013, 21:31

@vale25 ha scritto:Per quanto le motivazioni da loro esposte siano valide abbastanza da convincere qualcuno che non abbia le necessarie competenze tecniche, (il discorso che meno componenti attraversa il segnale meglio è sembra non fare una grinza) mi chiedo: ma se utilizzando meno componenti si ottiene un risultato migliore, tutti i produttori che non fanno uso di circuiti integrati o quelli che utilizzano integrati molto costosi non dovrebbero trarre vantaggio da questa filosofia?

I componenti attivi e passivi fanno tutti più o meno "male" al segnale.
Per quanto il ragionamento è condivisibile, bisogna fare i conti con la distorsione, la PSRR e la stabilità del circuito.
Come disse un bravo ingegnere (cito a memoria) "il numero giusto di componenti per realizzare un circuito è quello che serve e non uno di più".
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Messaggio Da bandAlex il 7/1/2013, 14:41

@Telstar ha scritto:Come disse un bravo ingegnere (cito a memoria) "il numero giusto di componenti per realizzare un circuito è quello che serve e non uno di più".

Per chi non conosce bene l'elettronica non è facile comprendere che la maggior parte dei dispositivi attivi usati nell'audio (parlo dello stato solido) sono intrinsecamente NON lineari. Da ciò ne consegue che usare ad esempio un transistor per amplificare un segnale implica l'utilizzo di altri componenti attivi per linearizzarne il comportamento. Alcune tipologie circuitali, a parità di compito svolto, sono più lineari, ma anche più complesse. Basti pensare al classico differenziale di ingresso, per il quale sono obbligatori non solo la coppia che compone il differenziale stesso, ma anche un generatore di corrente (un altro transistor), praticamente obbligatorio se si vuole sfruttare appieno tale tipologia. E poi uno specchio di corrente (altri due transistor, come minimo). E siamo arrivati già a un totale di 5 transistor, solo per lo stadio di ingresso.

Questo però non significa che il segnale attraversi necessariamente tutte queste giunzioni, e comunque anche se fosse il problema non è il numero di giunzioni attraversate, ma contenere al minimo il degrado, ovvero contenere il più possibile le distorsioni e il rumore aggiunto al segnale. In un circuito ben progettato un BJT aggiuntivo spesso migliora le caratteristiche, perchè spesso si tratta di migliorare parametri come le impedenze di interfaccia tra uno stadio e l'altro, e questo è possibile solo aggiungendo un componente attivo.

Se poi ci si limita a fare la conta dei componenti all'interno di un cabinet o su una scheda, si rischia fortemente di prendere grossi abbagli. In genere i circuiti semplici sono anche quelli ormai obsoleti, oppure utilizzano circuiti integrati, ma allora il conteggio dei componenti è solo una pia illusione.

Per noi amanti delle cuffie i circuiti semplici non vanno molto bene. Un circuito semplice (di quelli proposti da Pass, ad esempio, di cui sono un estimatore) è spesso soggetto a difetti di varia natura che possono essere combattuti solo usando le maniere forti (grossi condensatori di filtro, grosse resistenze di potenza, etc.) e comunque spesso rimangono afflitti da problemi che per l'utilizzo in cuffia sono disastrosi: basti pensare alla presenza di hum, ad esempio. Per un diffusore la presenza di un po' di hum può essere poco significativa, per una cuffia è deleteria. Per questo non consiglio mai amplificatori di quel tipo per le cuffie.

E' pur vero però che un circuito più è semplice e più dipende per la sua riuscita dalla qualità dei componenti e dalla bravura di chi lo mette in pratica. E quindi è senz'altro vero che spesso una semplicità apparente nasconde invece una intrinseca difficoltà, non visibile a chi si cimenta con tali circuiti per la prima volta.
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Re: Less is more

Messaggio Da bandAlex il 7/1/2013, 14:48

E arriviamo a Burson Audio. Sul loro sito è scritto di tutto e di più per far capire al potenziale cliente che loro sono bravi per questo e per quello, e via cantando. Ma è quello che fanno tutti, pure chi costruisce automobili ad esempio. Solo che su un sito di auto non vi aspettereste mai che il costruttore vi dica che sono stati bravi perchè hanno usato meno componenti.

Pensate un po' se ci fosse scritto: "Abbiamo tolto 200 componenti elettroniche nella nostra auto... Ora non c'è più l'ABS, ma chissenefrega. Visto come siamo bravi?"

Non credo comprereste quell'auto... grande sorriso
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Re: Less is more

Messaggio Da ucciopino il 7/1/2013, 15:08

Bisogna considerare anche che circuiti bensuonanti molto semplici sono tendenzialmente soggetti ad essere copiati e realizzati da tutti coloro in possesso di discrete capacità diy.
Sarei proprio curioso di effettuare una prova cieca tra ad es. un vecchio Threshold e le amplificazioni dei giorni nostri ....... l'esito sarebbe tutto tranne che scontato.
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Messaggio Da bandAlex il 7/1/2013, 15:21

@ucciopino ha scritto:Bisogna considerare anche che circuiti bensuonanti molto semplici sono tendenzialmente soggetti ad essere copiati e realizzati da tutti coloro in possesso di discrete capacità diy.
Sarei proprio curioso di effettuare una prova cieca tra ad es. un vecchio Threshold e le amplificazioni dei giorni nostri ....... l'esito sarebbe tutto tranne che scontato.

Non credo che un vecchio Threshold sia molto più semplice rispetto ai prodotti attuali. Anzi, con l'uso che si fa oggi degli integrati (operazionali, in primis) credo che oggi un amplificatore sia generalmente più semplice, sia da progettare che da realizzare. In genere poi la complessità è data soprattutto dalle varie funzioni accessorie (numero di ingressi, controlli di tono, filtri, etc.) piuttosto che dallo stadio di amplificazione in se stesso.
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Messaggio Da ucciopino il 7/1/2013, 16:06

@bandAlex ha scritto:
Non credo che un vecchio Threshold sia molto più semplice rispetto ai prodotti attuali. Anzi, con l'uso che si fa oggi degli integrati (operazionali, in primis) credo che oggi un amplificatore sia generalmente più semplice, sia da progettare che da realizzare. In genere poi la complessità è data soprattutto dalle varie funzioni accessorie (numero di ingressi, controlli di tono, filtri, etc.) piuttosto che dallo stadio di amplificazione in se stesso.
Beh Pass all'inizio della sua carriera ne ha sempre fatto un cavallo di battaglia ....... anche se ultimamente le cose son cambiate.
Sicuramente oggi un amplificazione è molto più facile da realizzare specie quando fanno il copia e incolla ....... vera innovazione non riesco a vederne se non raramente.
L'unica cosa che si può apprezzare è che si è finalmente capito (o è la moda attuale) che la retroazione e le rotazioni di fase sono da evitare ...... quindi quelli bravi la utilizzano localmente ed i migliori (vedi alex ) riescono anche a farne a meno compresi i condensatori in serie al segnale.
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Messaggio Da Telstar il 7/1/2013, 22:13

@ucciopino ha scritto:Sicuramente oggi un amplificazione è molto più facile da realizzare specie quando fanno il copia e incolla ....... vera innovazione non riesco a vederne se non raramente.
L'unica cosa che si può apprezzare è che si è finalmente capito (o è la moda attuale) che la retroazione e le rotazioni di fase sono da evitare ...... quindi quelli bravi la utilizzano localmente ed i migliori (vedi alex ) riescono anche a farne a meno compresi i condensatori in serie al segnale.

Hai capito male. Molti POCHI amplificatori fanno a meno della controreazione globale.
E CMQ oggi molti ottimi transistor e fet sono di difficile reperimento e/o più costosi che in passato.
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Messaggio Da ucciopino il 8/1/2013, 10:55

@Telstar ha scritto:
@ucciopino ha scritto:Sicuramente oggi un amplificazione è molto più facile da realizzare specie quando fanno il copia e incolla ....... vera innovazione non riesco a vederne se non raramente.
L'unica cosa che si può apprezzare è che si è finalmente capito (o è la moda attuale) che la retroazione e le rotazioni di fase sono da evitare ...... quindi quelli bravi la utilizzano localmente ed i migliori (vedi alex ) riescono anche a farne a meno compresi i condensatori in serie al segnale.

Hai capito male. Molti POCHI amplificatori fanno a meno della controreazione globale.
E CMQ oggi molti ottimi transistor e fet sono di difficile reperimento e/o più costosi che in passato.
Beh io ho detto che si è finalmente capito che è da evitare o comunque da dosare in maniera oculata ....... poi il fatto che ci siano ancora tanti ciarlatani che presentano le loro elettroniche gridando sempre al miracolo è un altro fatto.
I componenti miracolosi e particolari ci sono sempre stati ......... ricordo ad es. che cosa dovetti inventarmi per reperire i primi u406 del superpre di suono ...... o i 2sk135 / J50 appena usciti. roll
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Messaggio Da Telstar il 8/1/2013, 12:37

@ucciopino ha scritto:Beh io ho detto che si è finalmente capito che è da evitare o comunque da dosare in maniera oculata ....... poi il fatto che ci siano ancora tanti ciarlatani che presentano le loro elettroniche gridando sempre al miracolo è un altro fatto.
I componenti miracolosi e particolari ci sono sempre stati ......... ricordo ad es. che cosa dovetti inventarmi per reperire i primi u406 del superpre di suono ...... o i 2sk135 / J50 appena usciti.

Diciamo che si è capito che non è la panacea a tutti i mali, questo si.
Il VHF-N per esempio non ne è privo.
Fare un progetto a cavolo e poi applicare tonnellate di feedback per ridurre la distorsione sotto lo 0,1 non ha prodotto che ampli mal suonanti. Credo tu ti riferisca a questo.
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Messaggio Da ucciopino il 8/1/2013, 12:55

@Telstar ha scritto:
Diciamo che si è capito che non è la panacea a tutti i mali, questo si.
Il VHF-N per esempio non ne è privo.
Fare un progetto a cavolo e poi applicare tonnellate di feedback per ridurre la distorsione sotto lo 0,1 non ha prodotto che ampli mal suonanti. Credo tu ti riferisca a questo.
Il vhf-n la usa di tipo locale e ben dosata grande sorriso .
Si mi riferivo proprio a quello.
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