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b.veneri
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i2s input

il 17/12/2013, 08:44
Un dubbio mi arrovella nella mia ignoranza...
Nel collegare un trasporto USB ad un dac tramite interfaccia i2s (es. Xmos con 9023) si consiglia caldamente di mantenere la lunghezza del cavo quanto piu' corta possibile, diciamo entro i 10 cm.

Ma nei dac con ingresso 'esterno' i2s (es. m2tech EvoDAC) come funziona?
O meglio funziona con un collegamento Rj-45, ma perche' il problema non si pone?

Per forza di cose il cavo di collegamento sara' piu' lungo di 10 cm...

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Benedetto - Now playing: AF-6 
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bandAlex
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Re: i2s input

il 17/12/2013, 11:28
Probabilmente si tratta di uscite I2S bufferizzate, in grado di sostenere il carico di un collegamento anche abbastanza lungo. Quindi, dal punto di vista logico si tratta di un I2S, con tutti i segnali che lo contraddistinguono (almeno un bit clock, un word clock, e una linea di dati) ma prima di raggiungere l'esterno esso è fisicamente potenziato (quindi amplificato e bufferizzato). Tieni presente che l'I2S è uno standard specifico per la comunicazione tra chip, quindi per brevissime distanze e in un ambito controllato quale può essere quello di una pcb all'interno di un apparecchio.

L'amplificazione (o meglio la traslazione) dei livelli logici per l'interfacciamento con l'esterno fa sì che il segnale sia meno soggetto alle interferenze, il che, accompagnato da un'opportuna impedenza della linea, permette di raggiungere distanze anche piuttosto lunghe, nell'ordine delle decine di metri (un po' come succede nello standard ethernet). 

Per contro, all'interno di un apparecchio audio digitale (ad esempio un dac), i collegamenti I2S devono essere brevi: le caratteristiche da piccolo segnale dei chip che generano e ricevono i dati non sono adatti ad affrontare il mondo esterno. Per questo, nel caso delle schedine cinesi usb/dac che comunicano con l'I2S è necessario che i collegamenti siano corti e diretti. 

C'è da dire che il bus I2S, per sua natura, è praticamente immune al jitter. Con un collegamento troppo lungo e non opportunamente bufferizzato si rischia che il segnale audio sia afflitto dai classici "click" e da buchi nella riproduzione, ma nulla più di questo (o di più subdolo), al contrario di quanto può accadere ad esempio con un collegamento SP/DIF, che invece può essere afflitto dal jitter e continuare a funzionare senza anomalie apparenti.
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gfi
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Re: i2s input

il 17/12/2013, 19:47
Attualmente le case costruttrici sempre più usano il collegamento I2s, perché ritenuto più immune al jitter, in quanto il clock e' separato rispetto ad una connessione USB (che su dispositivi operanti da 24bit e da 176Khz, deve essere rigorosamente corta, al massimo 50 cm)

Per l'I2s e' soventemente usato con il connettore RJ45, pero' consigliano una lunghezza massima di 1 metro, (se si opera su bit e Khz come sopra).

La tecnologia Ethernet risulta essere tecnicamente ed anche economicamente vantaggiosa, il collegamento deve essere fatto mediante un cavo patch CAT5 o CAT6 dritto, ancora meglio se in accordo con la specifica T568 A o B, che in pratica incrocia i fili per immunizzare il tratto di connessione, proprio come si fa in una LAN.

A mio avviso il miglior collegamento attuale e' il cat-6
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b.veneri
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Re: i2s input

il 18/12/2013, 08:21
Grazie a tutti per le chiare risposte  flowers

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Re: i2s input

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