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bandAlex
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M2TECH Marley

il 8/7/2015, 15:43
Questa non è una recensione dell'amplificatore in oggetto (che invece potete leggere sul numero di Suono in edicola questo mese). Si tratta, più modestamente, di una serie di riflessioni, che riporterò una di seguito all'altra, senza un apparente filo logico. Quindi non troverete le mie impressioni di ascolto, o la solita descrizione dell'apparecchio o le frasette di circostanza da recensore in erba, tipo: l'amplificatore è costruito molto bene e restituisce una bella sensazione di robustezza. Quante volte avete letto delle frasi simili? Non siete un po' stufi di leggere simili sciocchezze?

Dunque, il Marley. Ci vengono in mente subito il reggae e la Giamaica, e pure qualcos'altro di meno legale. Che nome per un ampli! Vorrei averci pensato io a suo tempo, per il mio AF-6...

Riflessione n. 1: SINE POTENTIA

E' una fissazione tutta italiana quella di eliminare il potenziometro o sbaglio (mi viene in mente il Pathos Aurium)? Anche nel Marley, il potenziometro è stato fatto fuori per una regolazione elettronica del volume. Quest'ultima ha indubbiamente i suoi vantaggi, per carità, ma quando si esaminano tutte le controindicazioni che comporta un controllo elettronico, se non è fatto ultra-bene, ecco che il caro vecchio potenziometro torna a farci l'occhiolino. E quindi la domanda è: perchè? Perchè volersi fare del male eliminando qualcosa che va già bene, per qualcosa che va solo così così? Per avere un telecomando? Ah già, ma il telecomando non è previsto nel Marley. E allora perchè?

La domanda diventa ancora più pressante se si considera tutti gli sforzi che vengono fatti per mantenere un circuito a discreti. Anche il Marley ha tutto lo stadio di amplificazione a discreti, per esempio. E allora perchè usare un controllo elettronico di volume che, per forza di cose, ti costringe a passare per un circuito integrato? Secondo me, non ha molto senso.

Ha senso solo da un punto di vista economico. Vediamo perchè.

Il potenziometro è un elemento passivo, e fa solo quello: aumentare o abbassare il volume. Non può fare altro. Se dobbiamo selezionare un ingresso, ad esempio, dobbiamo mettere un commutatore o dei pulsanti aggiuntivi sul frontale. Per il bilanciamento invece dobbiamo aggiungere un altro potenziometro. E tutto questo ha un costo, anche a livello meccanico.

Invece, se al posto del potenziometro di volume mettiamo un encoder (un organo che emette degli impulsi in base a una rotazione) ecco che per magia si apre un mondo di possibilità: possiamo fare tutto con un'unica manopola. Niente commutatori, niente tasti, solo una piccola manopola e un piccolo display LCD. Ed ecco che il vostro amplificatore si trasforma in una... autoradio.

A guardarlo bene, in effetti, il Marley sembra davvero una piccola autoradio. Un'autoradio economica anni '80. E l'interfaccia con l'utente è proprio quella: spingi la manopola, ruota la manopola, spingi la manopola...

Il suo frontalino di plastica scura, circondato dal bordo metallico del cabinet squadrato, con la manopola decentrata dall'apparenza metallica, richiama alla mente anche la tipica realizzazione dell'hobbysta evoluto: una scatoletta senza alcuna scritta, un aspetto dimesso, semplice e squadrato, per non dire sgraziato. Non appaga la vista. Forse nemmeno il tatto. Chissà l'orecchio.



A seguire, la riflessione n. 2.



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Re: M2TECH Marley

il 8/7/2015, 15:54
Ehi ce n'e' per tutti oggi!! grande sorriso

Speriamo arrivi presto la HE-1000 per leggere qualcosa di positivo (almeno si spera grande sorriso ).

--


Benedetto - Now playing: AF-6 
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Re: M2TECH Marley

il 8/7/2015, 22:09
Riflessione n. 2: UN ALIMENTATORE DI TROPPO
Anche se il concetto di alimentazione separata ha sempre conquistato il cuore degli audiofili, i quali sognano chissà quali vantaggi tecnici legati a tale separazione, c'è da dire che nella maggior parte dei casi non c'è alcun motivo tecnico reale per cui un'alimentazione separata dovrebbe essere migliore di un'alimentazione integrata nell'apparecchio.

I disturbi elettromagnetici generati da un qualunque tipo di alimentazione (sia lineare che switching) si propagano infatti non solo per prossimità, ma anche per mezzo delle linee stesse di alimentazione, che sono tipicamente le piste del circuito stampato attraversate dalla corrente di alimentazione, oppure il cavo di collegamento tra l'alimentatore e l'apparecchio, nel caso che i due siano separati.

Se poi un amplificatore, come nel caso del Marley, viene fornito con un alimentatore separato di tipo wall mount, simile a quelli usati con i notebook, è chiaro che comunque all'interno dell'ampli è necessario prevedere degli appositi stadi di stabilizzazione e/o di conversione che servono a garantire sia le tensioni di funzionamento, sia la qualità che un alimentatore da rasoio elettrico, quale è quello fornito di serie con il Marley, non può garantire.



Quindi diciamo che anche con l'alimentatore di serie il Marley, grazie ai suoi circuiti interni, è perfettamente in grado di raggiungere le prestazioni di targa, che altrimenti il costruttore non potrebbe dichiarare nelle specifiche.

Del resto, chi ha progettato l'ampli sapeva perfettamente con quale alimentatore sarebbe stato fornito, ed ha previsto tutto il necessario per il funzionamento come da specifiche, anche con il semplice wall mount.

Nonostante ciò, M2Tech ha previsto una sorta di "upgrade", un alimentatore simile nell'estetica e nelle dimensioni all'amplificatore stesso, evidentemente con caratteristiche migliori di quello fornito di serie, da sostituire a quest'ultimo.



Questa scelta del costruttore è quantomeno contraddittoria. Da un lato, si fornisce di serie con l'ampli un alimentatore piuttosto economico, che evidentemente si ritiene sufficiente alla bisogna; dall'altro si prevede un "upgrade", lasciando quindi intendere che però, in fin dei conti, sarebbe meglio sostituirlo con qualcosa di meglio.

A questo punto è lecito domandarsi: con quale alimentatore devono ritenersi valide le specifiche dichiarate dal costruttore, con il wall mount o con l'upgrade? Se riferite, come penso, alla situazione con il semplice wall mount, per quale motivo l'utente dovrebbe sobbarcarsi la spesa - esorbitante - per sostituire l'alimentatore?

Da qualunque punto la si voglia considerare, questa storia dell'alimentazione separata con upgrade ha ben poco senso: sembra semplicemente venire incontro all'immaginario dell'utente audiofilo, che si aspetta miglioramenti prestazionali anche laddove questi sono impossibili da ottenere con un upgrade.

A seguire la riflessione n. 3.
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Re: M2TECH Marley

il 16/7/2015, 16:28
Riflessione n. 3: DUE AMPLIFICATORI DI TROPPO
Nonostante le apparenze, il Marley contiene al suo interno ben quattro amplificatori, in modo da poter pilotare la cuffia anche in "bilanciato". Oppure, più semplicemente, pilotare due cuffie contemporaneamente, ciascuna con la propria regolazione del volume separata.

Quest'ultima possibilità, ovvero quella di pilotare due cuffie separatamente, è senz'altro utile. Rende una passione come quella dell'ascolto in cuffia, tipicamente solitaria e alienante, un pochino più "sociale". Ma l'implementazione dell'interfaccia, che si basa sull'unica manopola presente sul frontale, rende le cose non troppo semplici. E le cose sono ulteriormente complicate dal fatto che tutte le connessioni, comprese quelle dedicate alle cuffie, sono state messe sul retro dell'apparecchio.



Immaginate la scomodità di dover infilare il vostro jack sul retro.

Fatto? Ora immaginate la scomodità di dovercene infilare due. Infine, aggiungete a questo il fatto che mentre procedete con l'operazione di inserimento, dovrete cercare di non toccare il cabinet per non rimanere ustionati.

Se state pensando che l'alta temperatura raggiunta dal cabinet sia dovuta al fatto che i transistor finali sono fissati al cabinet stesso (come potreste incautamente aver letto da qualche altra parte), in realtà vi state sbagliando, perchè nessun transistor è fissato al cabinet.



Lo stadio finale utilizza 4 coppie di transistor bipolari, ciascuna coppia è un finale a simmetria complementare, polarizzato in classe A. Le coppie sono 4 in quanto sono presenti 4 amplificatori separati, che possono essere usati a ponte in modo da pilotare una cuffia in "bilanciato" oppure, come già detto, due cuffie separatamente.

I dissipatori utilizzati sembrano sottodimensionati per quella che è la potenza massima dichiarata in classe A, ovvero 4 W RMS, su 8 ohm. In base a tali dati, e assumendo che in tali condizioni l'ampli rimanga in classe A, si può facilmente calcolare la corrente di riposo: SQR(4W/8ohm)/2, ovvero ben 353 mA. E' un valore di corrente fin troppo elevato (per cui ho il forte sospetto che in realtà l'ampli passi in classe B ben prima dei 4 W dichiarati), ma questo spiega come mai l'amplificatore dopo pochi minuti di funzionamento diventa rovente: i dissipatori sottodimensionati raggiungono una temperatura tale che, nonostante non siano ancorati allo chassis, l'irraggiamento è sufficiente a trasmettere parecchio calore alla struttura metallica circostante. Di per se' il cabinet non è molto ampio e la griglia traforata sul pannello superiore fa quello che può per smaltire il calore, ed è bene non ostruirla mettendo sopra l'amplificatore altre apparecchiature. Però due uova potete mettercele, ammesso che abbiate fame e abbiate voglia di una bella frittata.

E' confermata la cattiva abitudine di alcuni costruttori di dichiarare la potenza di uscita su 8 ohm, anche quando trattasi di amplificatori per cuffia, i quali è presumibile che un carico di tale impedenza non lo vedranno mai. L'impedenza tipica di una cuffia infatti è nettamente superiore a 8 ohm, ed essendo la potenza massima legata all'impedenza del carico ne consegue che il dato di potenza dichiarato è del tutto privo di valore. Sarà forse perchè, se dichiarata su 50 ohm (impedenza tipica di una cuffia), la potenza con 8 V RMS sarebbe "solo" di 1.28 W RMS invece dei 4 dichiarati? Gli 8 V RMS di uscita massima (in single ended) sono quelli delle specifiche del costruttore, e sono un limite dovuto alla tensione di alimentazione duale di 12 V che alimenta gli stadi finali. Tale valore ovviamente raddoppia nel caso del pilotaggio a ponte.

Riflessione finale
L'ergonomia è uno dei punti dolenti di questo amplificatore. Il pannello frontale è arretrato rispetto ai bordi dello chassis metallico, i quali sporgono lungo tutto il perimetro, rendendo difficile persino la semplice rotazione della manopola del volume. Quest'ultima oltretutto è dotata di uno scarso feeling e non restituisce una grande sensazione di qualità. L'interfaccia utente è criptica, e si basa sull'utilizzo della stessa manopola e di un singolo pulsante sul frontale, con un'impostazione tipicamente votata all'economia di scala piuttosto che all'immediatezza.

A tutto questo si deve aggiungere la scelta - demenziale - di collocare i connettori per la cuffia sul pannello posteriore.

Durante il funzionamento lo chassis raggiunge una temperatura molto elevata, che rasenta valori da ustione, e che rende molto spiacevole l'utilizzo. All'alta temperatura contribuisce il fatto di avere all'interno non due, ma ben quattro amplificatori in classe A, nonostante le dimensioni del cabinet siano minime e quindi non idonee.

Mi domando come sia stato possibile partorire un amplificatore così scombinato dal punto di vista sia estetico che ergonomico, non giustificabile nemmeno se si trattasse di un prodotto cinese a basso costo.


Ultima modifica di bandAlex il 16/7/2015, 19:55, modificato 1 volta
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Re: M2TECH Marley

il 16/7/2015, 18:50
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Re: M2TECH Marley

il 16/7/2015, 19:28
Avevano già comprato un sacco di box con quel form factor per gli altri prodotti , e si sa che il box è circa il 90% del prezzo del prodotto 
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Re: M2TECH Marley

il 16/7/2015, 19:41
@fstiffo ha scritto:Avevano già comprato un sacco di box con quel form factor per gli altri prodotti , e si sa che il box è circa il 90% del prezzo del prodotto 
laser

In effetti per un dac è perfetto... grande sorriso
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Re: M2TECH Marley

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