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massimo1974
arancia
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Fairport Convention - Unhalfbricking - Island Records - IMCD 61 842 498-2 - musica da bancarella

il 25/4/2016, 21:08
Sebbene sia di rado apparso tra le recensioni di questa sconclusionata rubrica, il progressive inglese, insieme alla fusion americana, è uno dei miei generi musicali preferito. La mia opera di evangelizzazione è però senza speranza, il progressive si ama o si odia di primo acchitto e non per conoscenza o per abitudine nell'ascolto. Inoltre è un genere di difficile definizione: i libri in mio possesso che trattano il genere concordano nel periodo (1966-1975) e nelle formazioni fondamentali ma divergono profondamente nell'inclusione o meno di alcuni sottogeneri e quindi di alcuni gruppi. Un testo fondamentale per la mia formazione musicale è stato e rimane "Rock Progressivo Inglese" di Giancarlo Nenni edito da Castelvecchi, ad oggi fuori catalogo nonchè smarrito dalla mia piccola bibioteca ma fortunatamente disponibile in formato elettronico. 

Giancarlo Nenni descrive il progressive come un crogiolo nel quale si versano diversi generi a formare le componenti distinte ma non separate di un genere definibile come rock progressivo. Il folk è uno di questi generi ed i Fairport Convention i portabandiera di questa componente del prog. Come molte band del periodo cambiano spesso formazione e sono capaci di pubblicare due album in uno stesso anno. Unhalfbricking è del 1969 proprio come l'appena precedente What we did on our Holidays e vede l'uscita della voce solista di Ian Matthews con l'ingresso del violinista Dave Swarbrick. Allo stesso tempo rimane un album di transizione con cover di canzoni folk americane (Bob Dylan) arrangiamenti tradizionali (la splendida A Sailor's Life) e composizioni originali (Autopsy e Who knows where the Time goes?) autentici apici dell'album.

Acquistato ovviamente usato nel mercatino di San Basilio (tutti i fine settimana nella via omonima verso via Nomentana) in perfette condizioni mi ha trasmesso una sensazione che in questi ultimi tempi sta diventando sempre più rara: al primo ascolto ho realizzato che era e sarebbe rimasto uno degli album della mia vita. Autopsy con la sua introduzione e il cambio netto di tempo è una grande canzone progressive al pari di Who knows where the Time goes? La rivisitazione di A Sailor's Life è magnifica nella fusione di tradizione e psichedelia.

Il livello della registrazione e della masterizzazione non è audiophile, ma è comunque allo stato dell'arte per il periodo, la presa della chitarra acustica all'inizio di Million Dollar Bash è eccezionale.
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