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Luxman D-113D: il DIY ai tempi del coronavirus, parte II. Empty Luxman D-113D: il DIY ai tempi del coronavirus, parte II.

il 30/4/2020, 21:14
Ovvero la serietà fa la differenza...
Grazie al precisissimo Service Manual della casa giapponese, in una giornata ho rinnovato i piccoli - ma noiosissimi - condensatori del vecchio CD transport nipponico acquistato usato per rimpiazzare - spero momentaneamente - il predecessore in avaria.
Anche se un po' vissuta, l'elettronica nipponica mi ha stupito per la regolarità del funzionamento, nonostante qualche segno del tempo. Certo, probabilmente non è stato segno di lungimiranza ergonomica la sistemazione delle uscite digitali a ridosso del trasformatore... vabbè!
E' stato assai facile, comunque, fare la lista della spesa senza errori e dimenticanze, partendo dalla certezza dei componenti annotati secondo le loro specificità (nel mio caso interessavano gli elettrolitici).
In breve, sono così arrivato da questa situazione

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a quest'altra

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La sostituzione è stata resa ulteriormente facile dall'annotazione delle polarità sullo stampato e l'unica piccola difficoltà è stata quella di liberare i vecchi elettrolitici principali dall'adesivo con cui erano stati fissati alla pcb.
Con neanche 20 euro, grazie alla piccola preesistente scorta di condensatori in poliestere (3 Wima da 1uF e 2 Kemet da 0,47uF), mi sono liberato da una zavorra elettrolitica quasi trentennale ed ho approfittato del piccolo valore dei condensatori più gettonati nella pcb (15 da 33 uF/16V) per rimpiazzarli con condensatori a polimeri organici della Nichicon; per il resto ho impiegato elettrolitici comunque a basso ESR (Panasonic e Nichicon).
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Aspetto, ora, a chiudere definitivamente l'elettronica per rimediare al primordiale collegamento dei secondari del trasformatore alla pcb tramite wire wrapping; la settimana prossima dovrebbe arrivarmi il Molex per fare collegamenti più in linea con il terzo millennio, insieme agli altri componenti che dovrebbero consentire di finire l'opera di rinnovamento del CD2.
Oddio, dovrebbero arrivarmi anche due vecchi CD player Philips a cui attingere per i TDA1541A da usare in futuro per l'H-DAC+ ma... questa è un'altra storia! wink

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il 9/5/2020, 10:00
Ed alla fine il Molex arrivò...
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...e dopo una sistematina anche al cavo volante dell'uscita digitale...
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...possiamo mettere sotto tensione il vecchio ma rinnovato CD transport.
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Naturalmente non ci sono state apparizioni divine all'atto del funzionamento né trasformazioni in apparecchi multimilionari...
Però c'è la sicurezza di poter ancora contare per molto tempo su un apparecchio efficiente, laser permettendo.
Una piccola annotazione devo farla, però: è sparito quel fastidioso effetto elettrico che - spesso - gli apparecchi - soprattutto quelli privi di connessione di terra all'alimentazione - riservano al passaggio della mano sul cabinet.
Oddio, devo fare anche un'altra annotazione - che mi ha creato un certo soprassalto - che riguarda un ronzio spaventoso disinnescato appena rimosso un MIT Terminator posto tra DAC e AF-N: misteri dei loop di massa nell'hi-fi...

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il 9/5/2020, 11:17
Attento Dirty Harry, perchè quell'effetto elettrico che prima sentivi e ora non più, è determinato dalle correnti di perdita tra primario e secondario del trafo di alimentazione. Succede pure con le cose alimentate con alimentatori switching.

Questa corrente di dispersione, pur essendo molto piccola e del tutto innocua, può provocare questa sensazione percepita quando con un dito o la mano si sfiora il telaio. Se però il telaio è collegato alla terra dell'impianto (come da normativa) allora tale effetto scompare, perchè la dispersione è assorbita dal circuito di terra.

Dal momento che trattasi di un lettore cd, e che questi apparecchi - di solito - non hanno la messa a terra del telaio (perchè usano precauzioni particolari e un trasformatore a doppio isolamento), se ora non senti più quell'effetto può voler dire che il telaio del lettore NON è più collegato alla massa di segnale dell'apparecchio. E questo potrebbe pregiudicare la schermatura dei circuiti all'interno da eventuali interferenze esterne.

Se invece il lettore ha la presa di alimentazione con il terzo terminale, quello di terra, allora se ora non senti più tale "effetto elettrico", può voler dire che ora il telaio è correttamente collegato alla terra, mentre prima non lo era. Attenzione, che per isolare il telaio dalla terra, è sufficiente troncare il pirolo di massa della spina che va alla presa elettrica.
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il 9/5/2020, 13:27
@bandAlex ha scritto:
Dal momento che trattasi di un lettore cd, e che questi apparecchi - di solito - non hanno la messa a terra del telaio (perchè usano precauzioni particolari e un trasformatore a doppio isolamento), se ora non senti più quell'effetto può voler dire che il telaio del lettore NON è più collegato alla massa di segnale dell'apparecchio. E questo potrebbe pregiudicare la schermatura dei circuiti all'interno da eventuali interferenze esterne.

Se invece il lettore ha la presa di alimentazione con il terzo terminale, quello di terra, allora se ora non senti più tale "effetto elettrico", può voler dire che ora il telaio è correttamente collegato alla terra, mentre prima non lo era. Attenzione, che per isolare il telaio dalla terra, è sufficiente troncare il pirolo di massa della spina che va alla presa elettrica.

Il CD player non ha la spina di alimentazione con il terzo terminale.
D'altronde ho riproposto pari pari i collegamenti - obbligati - nella PCB con l'alimentazione: difficile pensare di poter aver fatto, pure involontariamente, qualcosa che pregiudicasse il collegamento del telaio alla massa del segnale.

@bandAlex ha scritto:
Attento Dirty Harry, perchè quell'effetto elettrico che prima sentivi e ora non più, è determinato dalle correnti di perdita tra primario e secondario del trafo di alimentazione. Succede pure con le cose alimentate con alimentatori switching.

Questa corrente di dispersione, pur essendo molto piccola e del tutto innocua, può provocare questa sensazione percepita quando con un dito o la mano si sfiora il telaio. Se però il telaio è collegato alla terra dell'impianto (come da normativa) allora tale effetto scompare, perchè la dispersione è assorbita dal circuito di terra. 

Effettivamente sono stato frettoloso nel giudizio, lasciato in corso d'ascolto. Mentre ad apparecchio acceso quella sensazione è praticamente inavvertibile, dopo averlo spento, il cabinet, continuava a regalare al tatto quella sensazione elettrica. Vai a capirne il perché... huh

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il 10/5/2020, 18:18
Sicuramente l’apparecchio monta un interruttore rete “unipolare” con il classico condensatore spegniscintilla che di fatto permette comunque una debolissima corrente sul primario del trafo di alimentazione ad apparecchio spento, poi ci sara’ il classico filtro EMI che per come è concepito, collega sempre in modo blandamente capacitivo il rif. massa con la rete. 
Sempre ipotesi eh.
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il 10/5/2020, 19:42
Ma altamente persuasiva... smile

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il 10/5/2020, 19:48
Purtroppo, il trasformatore di suo è già sufficiente, soprattutto se si tratta di un toroidale.
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