Edmond
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Fragola
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141015
Apro questo thread, indirizzato soprattutto al Boss, per cercare di comprendere come questo amplificatore, progettato specificatamente per cuffie magnetoplanari/ortodinamiche, si comporti con le normali cuffie dinamiche.

Grazie anticipatamente a chi vossà postare le proprie impressioni. grande sorriso
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Commenti

bandAlex
Risponderò con calma in serata. wink
Edmond
Pgragnani2
Benissimo.
Ahahahaha
mariovalvola
Paradossalmente, si comporta meglio con la T1 che con la HD800   tongue
Edmond
Perchè paradossalmente? Trovo la T1 più simile ad una ortodinamica che non la 800......
mariovalvola
Perché la HD800 ha un'impedenza più bassa
bandAlex
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Apro questo thread, indirizzato soprattutto al Boss, per cercare di comprendere come questo amplificatore, progettato specificatamente per cuffie magnetoplanari/ortodinamiche, si comporti con le normali cuffie dinamiche.

Grazie anticipatamente a chi vossà postare le proprie impressioni. grande sorriso

In realtà non c'è alcuna differenza tra una cuffia ortodinamica e una "normale". Entrambe le tipologie infatti sfruttano lo stesso principio di base: una bobina mobile immersa in un campo magnetico (generato da un magnete permanente) che è costretta a muoversi per via della corrente che la attraversa. La corrente è determinata dalle variazioni di tensione imposte dall'amplificatore, a seguito del segnale musicale.

E in effetti le due tipologie sono entrambe da considerarsi come "magnetodinamiche".
La differenza sostanziale è la forma della bobina e della membrana, entrambe piatte nelle ortodinamiche.

Considerando che oggi la maggior parte delle cuffie dinamiche sono a bassa impedenza, vi sono similarità anche per quanto riguarda questo importante parametro, visto che normalmente un'ortodinamica ha un'impedenza che non va oltre i 50 ohm.

E come tutte le cuffie magnetodinamiche, anche le magnetoplanari sono mosse dalla corrente che circola nella loro bobina. Tutte le cuffie dinamiche sono pilotate "in corrente", nel senso che è la quantità di corrente a determinare lo spostamento della membrana.

Tutto l'opposto quindi rispetto alle elettrostatiche, dove invece sono le variazioni di tensione e non di corrente a generare il movimento. Si può dire che una elettrostatica è pilotata "in tensione".

Tra una elettrostatica e una magnetoplanare vi è un abisso nella modalità di funzionamento, nonostante entrambe abbiano una membrana piatta.

Il mio AF-6 è un normale amplificatore per cuffie magnetodinamiche. La sua grande capacità di erogare corrente lo rende adatto a pilotare le ortodinamiche, in quanto queste ultime hanno bisogno - a parità di volume sonoro, e nella maggior parte dei casi - di una corrente maggiore. Sulla stessa impedenza di 50 ohm, una normale dinamica come la HD598 ha bisogno di circa un decimo della potenza necessaria ad una ortodinamica.

L'altro motivo per cui l'AF-6 è particolarmente votato alle magnetoplanari è il fatto che rimane in classe A praticamente sempre, anche con una cuffia come la HE-6 che è al momento la cuffia meno efficiente in circolazione.

A parte questo, non vi sono differenze sostanziali con le normali dinamiche. Il principio è lo stesso, e l'AF-6 non può che avvantaggiarsi della grande riserva di potenza anche con cuffie meno assetate della HE-6.

Come al solito, più che la potenza conta la qualità. Lo stadio finale dell'AF-6 è realizzato con mosfet di tipo "lateral", la cui linearità è sconosciuta ai dispositivi di uscita usati normalmente negli altri amplificatori a stato solido, compresi i più diffusi vertical mosfet.

Questo mi ha permesso di mantenere lo stadio di uscita al di fuori del loop di controreazione, ottenendo di fatto un amplificatore a controreazione totale "zero", evitando così i comuni problemi legati ad alti tassi di feedback (di solito associati ad un suono "sterile" tipico dello stato solido).

Per questo la sensazione che si ha ascoltando l'AF-6 è un mix di caratteristiche che lo rendono unico: da un lato il controllo e la velocità di un ampli a stato solido, dall'altro la gradevolezza e la musicalità che tipicamente si associa ad un valvolare.

A questo contribuisce lo spettro armonico - la THD - che segue l'andamento considerato ottimale, con le armoniche di ampiezza decrescente e praticamente assenti dalla quarta in poi. Altro punto a favore è che la THD sale linearmente con l'aumentare del segnale applicato (al contrario della maggior parte degli stato solido, dove la THD aumenta ai bassi livelli e poi si mantiene quasi costante per tutto l'arco di erogazione in potenza per poi schizzare in prossimità del clipping).

Non mi viene in mente altro...


mariovalvola
...Ma per ottenere un giusto decadimento armonico in un push-pull, come hai fatto? 
La cosa che sorprende é l'assoluta "muscolarità" dell'approccio che rivitalizza qualunque trasduttore collegato.
Funziona benissimo sia con le altissime impedenze come con la T1 riuscendo a dare tutto quello che serve anche a cuffie più limitate come la SRH940 con un'impedenza notevolmente inferiore.
Mi dispiace di non avere cuffie particolarmente poco sensibili da provare.
Edmond
Ti posso far ascoltare la K1000 (76 dB di sensibilità)........ grande sorriso
Edmond
Grazie Boss!!! band
eisenstein
L' unico aspetto che mi lascia perplesso in via teorica è che con cuffie NON ortodinamiche la manopola del volume si troverà a lavorare troppo all' inizio. Mi chiedo se non sarebbe possibile diminuire il guadagno per chi prevede un utilizzo con cuffie di normale sensibilità, sia di alta che bassa impedenza.
mariovalvola
Questa posdibilità c'è. Pesano però anche le abitudini di ascolto e il livello d'uscita del dac
eisenstein
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Questa posdibilità c'è. Pesano però anche le abitudini di ascolto e il livello d'uscita del dac

  I dac in media escono a 2 volt, non credo ce ne siano molti in giro che escono a meno. 
 Parlando di autocostruzione, il bello è poter adottare la soluzione migliore alle proprie esigenze. 

La mia domanda era anche teorica: diminuendo il guadagno (e facendo pertanto lavorare il potenziometro in posizione consona con cuffie NON ortodinamiche) ci sarebbero differenze soniche? I finali a mosfet lavorerebbero in modo diverso? La "birra" sarebbe inferiore?
mariovalvola
I dac escono a tensioni diverse ma soprattutto sono pochi i dischi che arrivano  a 0 dB
bandAlex
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:I dac in media escono a 2 volt, non credo ce ne siano molti in giro che escono a meno. Parlando di autocostruzione, il bello è poter adottare la soluzione migliore alle proprie esigenze. 

Bentornato, Guido.   guitar

La mia domanda era anche teorica: diminuendo il guadagno (e facendo pertanto lavorare il potenziometro in posizione consona con cuffie NON ortodinamiche) ci sarebbero differenze soniche? I finali a mosfet lavorerebbero in modo diverso? La "birra" sarebbe inferiore?

Il gain ha due posizioni: high e low. In posizione low si possono usare cuffie abbastanza sensibili come la SRH940 in tutta comodità.

Teoricamente, la modifica del gain non dovrebbe introdurre alcun tipo di variazione sonora, a parte il livello. Praticamente, succede sempre che uno stadio di amplificazione cambi leggermente il proprio comportamento a seconda del guadagno impostato. Se non vi sono palesi errori di progetto tali cambiamenti sono molto sfumati e quasi impercettibili. Ma ciò non toglie che una minima differenza possa esserci. Nell'AF-6 il cambiamento è minimo, ma ho sempre preferito comunque la posizione high del gain (che poi è quella più indicata per HE6 e HE1000).

I finali a mosfet non sono coinvolti nelle variazioni apportate dal gain (a livello elettrico) e quindi non cambiano il loro comportamento.

La potenza massima (a parità di carico) è funzione sia della corrente massima che della tensione massima in uscita e quindi ad un gain inferiore corrisponde una potenza massima inferiore erogabile sul carico. Per questo motivo sono previste due possibili posizioni del gain.

La posizione della manopola del volume conta poco: non esiste una posizione privilegiata. Esiste però un range di spostamento che risulta più pratico (per via della curva logaritmica) e che conviene utilizzare. Per fare in modo che ciò accada è necessario che, sia il livello della sorgente, sia la sensibilità della cuffia, siano in linea con quanto previsto da progetto. Mentre per la sorgente non ci sono problemi (quasi tutte sono a 2 V RMS), per la cuffia è quasi impossibile azzeccarci, perchè il range di variazione è troppo vasto. L'unica cosa che si può fare è prevedere più valori di gain, di solito due. Tre valori sarebbero meglio, ma... si fa quel che si può.
eisenstein
Ciao Alessandro,

quanto scrivi conferma le ipotesi su cui poggiava il tuo progetto, che ho seguito regolarmente: un ampli universale (da te stesso posto in posizione eminente verso tue realizzazione consimili: VHF-MOS, VHF-N) , ma con un occhio di riguardo per la HE-6 e le sue specifiche esigenze (impedenza medio-bassa; bassa efficienza). 

Visti i lusinghieri risultati di cui leggo, mi chiedo quali variazioni potrebbero essere apportate per un ampli affine, ma rivolto di preferenza a una cuffia magnetodinamica di medio e alta impedenza ed efficienza.
bandAlex
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Visti i lusinghieri risultati di cui leggo,

Per curiosità, dove li leggi?   blink

mi chiedo quali variazioni potrebbero essere apportate per un ampli affine, ma rivolto di preferenza a una cuffia magnetodinamica di medio e alta impedenza ed efficienza.

Naturalmente è del tutto lecito pensare a un amplificatore specializzato per una cuffia o una particolare tipologia di cuffie. E quindi la tua domanda è legittima. Ma, a parte la questione del gain, c'è poco da poter modificare. Forse l'impedenza di uscita può avere una qualche influenza, visto che si parla di normali magnetodinamiche.

Però il concetto di amplificatore dedicato a una cuffia non mi piace molto. Preferisco pensare alla cuffia come ad un elemento della catena che rispetti almeno quei parametri minimi per considerarla priva di difetti eclatanti. Ad esempio, che sia equilibrata su tutta la banda audio.

Se pensi che mi stia riferendo alla HD800... beh, sì: hai perfettamente ragione.
eisenstein
Caro Alessandro,

ho letto qui i positivi interventi di Pragnani e gli accenni molto favorevoli di Mariovalvola.

Se non ti scoccio, io qualche suggerimento di natura togliattiana ("rinnovamento nella continuità") potrei darlo, ma non vorrei apparire il solito rompiscatole  captain
bandAlex
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Se non ti scoccio, io qualche suggerimento di natura togliattiana ("rinnovamento nella continuità") potrei darlo, ma non vorrei apparire il solito rompiscatole  captain

Sentiti pure libero di suggerire quello che vuoi. bowdown
eisenstein
Se si diminuisse il guadagno e forse anche la potenza, tarate in questo esemplare per le eisigenze delle ortodinamiche, si potrebbe avere un amplificatore per normali cuffie magenotodinamiche che faccia lavorare il potenziometro nel range che gli è più consono (diciamo da ore 10-11 in poi). Pur mantenendo l' impostazione originaria del VAS (col differenziale) si potrebbero avere forse più opportunità di implementazione; soprattutto, diminuendo guadagno e potenza (inutili per cuffie NON ortodinamiche) si potrebbe pensare a una bella alimentazione con shunt per VAS e finale, e senza stabilizzatori integrati.

Non credo i costi sarebbero molto maggiori, soprattutto pensando a un modello esteticamente meno ammaliante (quindi senza quel frontale e Vu-meters) e unicamente rivolto alla amplificazione di cuffie magnetodinamiche (quindi senza troppe connessioni di ingresso e uscita, funzioni di preamplificatore, etc.). 

 Sulla carta, il salto di qualità dell' alimentazione sarebbe considerevole.

Che ne pensi?
mariovalvola
Volendo, sta già , circa a quei livelli. Poi bisognerebbe vedere la curva utilizzata dal potenziometro. Un TKD utilizza una curva diversa da un ALPS.
eisenstein
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Volendo, sta già , circa a quei livelli. Poi bisognerebbe vedere la curva utilizzata dal potenziometro. Un TKD utilizza una curva diversa da un ALPS.

Dici?  blink

Quel guadagno e quella potenza per una normale cuffia dinamica ad alta o bassa impedenza sono esorbitanti.

Inoltre, mi pare ghiotta l' opportunità di fare una ottima alimentazione shunt, sbarazzandosi degli integrati stabilizzatori, e isolando il più possibile i circuiti audio dalla rete e dalla stessa sezione di alimentazione.
bandAlex
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Se si diminuisse il guadagno e forse anche la potenza, tarate in questo esemplare per le eisigenze delle ortodinamiche, si potrebbe avere un amplificatore per normali cuffie magenotodinamiche che faccia lavorare il potenziometro nel range che gli è più consono (diciamo da ore 10-11 in poi). Pur mantenendo l' impostazione originaria del VAS (col differenziale) si potrebbero avere forse più opportunità di implementazione; soprattutto, diminuendo guadagno e potenza (inutili per cuffie NON ortodinamiche) si potrebbe pensare a una bella alimentazione con shunt per VAS e finale, e senza stabilizzatori integrati.

Io sono pronto a fare tutte queste modifiche, ma solo se dopo tu ti compri l'amplificatore.  grande sorriso

Vedo che la questione del gain è un punto che ti procura molte perplessità, ma il gain dell'AF-6 non è affatto elevato per un ampli a stato solido. Un gain di circa 20 volte in tensione è quasi insignificante per una tipologia che potrebbe amplificare tranquillamente un centinaio di volte senza peggiorare troppo le proprie caratteristiche, sia di THD che di rumore.

Se i semiconduttori usati sono di buona qualità, un gain di 20 non è affatto un problema. Quindi bisogna vedere quali vantaggi apporterebbe la diminuzione del gain, e invece quali svantaggi.

Un amplificatore che limiti il suo gain a, diciamo, 5 volte in tensione, tanto quanto basterebbe per una HD800, sarebbe di fatto un amplificatore "zoppo", perchè sarebbe limitato a quelle cuffie abbastanza sensibili per cui un gain di 5 è sufficiente.

Ma il vantaggio che ne conseguirebbe sarebbe talmente piccolo, da non giustificare una simile scelta. L'esempio ce l'abbiamo con un ampli commerciale che io cito spesso, il Pathos Aurium. Il gain di questo ampli è appena sufficiente per una HD800, e infatti gli sono precluse tutte le ortodinamiche e persino una modesta DT880-600 può mandarlo in crisi. Il Pathos per lavorare con un volume adeguato ha sempre la manopola girata oltre le ore 12, con qualunque cuffia.

Non è un vantaggio, assolutamente. Non si guadagna quasi nulla in termini di rumore, o di THD. Si diminuisce soltanto la versatilità dell'ampli.

Se poi si ha un selettore di gain, come nell'AF-6, si ha un giusto grado di libertà per qualsiasi situazione.

Riguardo all'alimentazione shunt... io sono un grande fautore di questo tipo di alimentazione, e infatti l'ho utilizzata nel mio Lightning.

Ma non nascondo che gli shunt siano un bagno di sangue, in termini di gestione energetica (cioè, calore). A meno che non ci si limiti agli stadi di bassa potenza (lo stadio di ingresso e il VAS), pensare di far dissipare 130 mA di corrente allo shunt su una tensione di 20 Volt, per farne scorrere altrettanti nel finale, con un raddoppio secco dei consumi e del calore da smaltire, mi fa accapponare la pelle. Nel Lightning sappiamo bene cosa ha comportato tutto ciò: temperature molto elevate e una complicazione a livello meccanico abbastanza rognosa. I vantaggi possono essere consistenti, ma nel caso dell'AF-6 significherebbe rinunciare a un cabinet di dimensioni tutto sommato gestibili per qualcosa di più grosso e pesante. Oltre ovviamente al raddoppio dei dissipatori e del costo della componentistica.

Quindi, se l'intenzione è quella di fare un AF-6 più semplice ed economico (rinunciando a parecchie cose), beh allora scordati gli shunt. A meno che non si riservi tale alimentazione esclusivamente allo stadio di ingresso. Ma i vantaggi a quel punto sarebbero insignificanti: per la tipologia usata nell'AF-6, e l'elevato PSRR che ne consegue, l'uso degli shunt solo in quello stadio sarebbe solo uno spreco (a differenza del Lightning dove ci sono le valvole).

E allora veniamo al nocciolo della questione. Se l'interesse è quello per un AF-6 semplificato e meno costoso, la soluzione è quella su cui sto ragionando in questi giorni, ovvero un AF-60 in tutto e per tutto simile all'AF-6, che non sposta neanche una virgola per quanto riguarda il circuito di amplificazione (che è il frutto di mesi e mesi di lavoro e di ascolto) ma che rinuncia ai seguenti orpelli:

- niente vu meter
- solo due ingressi (di cui uno, volendo, è il dac interno)
- niente pre-out (ne' RCA ne' tantomeno XLR)
- niente cablaggio (tutto su pcb, compresi i connettori RCA)
- pannello frontale di soli 4 mm invece di 8
- trasformatore su cabinet invece che su pcb (per ridurre i costi della pcb)
- niente dissipatori (si sfruttano le fiancate del cabinet)

Ciò a cui non si può rinunciare viene mantenuto, e quindi (inutile dirlo, ma lo dico lo stesso) qualità audio (per questo il circuito rimane lo stesso), versatilità (per questo rimane il selettore del gain) e affidabilità nel tempo.
eisenstein
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:
[Devi essere iscritto e connesso per vedere questo link] ha scritto:Se si diminuisse il guadagno e forse anche la potenza, tarate in questo esemplare per le eisigenze delle ortodinamiche, si potrebbe avere un amplificatore per normali cuffie magenotodinamiche che faccia lavorare il potenziometro nel range che gli è più consono (diciamo da ore 10-11 in poi). Pur mantenendo l' impostazione originaria del VAS (col differenziale) si potrebbero avere forse più opportunità di implementazione; soprattutto, diminuendo guadagno e potenza (inutili per cuffie NON ortodinamiche) si potrebbe pensare a una bella alimentazione con shunt per VAS e finale, e senza stabilizzatori integrati.

Io sono pronto a fare tutte queste modifiche, ma solo se dopo tu ti compri l'amplificatore.  grande sorriso

Aho, questi si chiamano ricatti morali!  bleh

Scherzi a parte, una configurazione come quella da me ipotizzata (senza vu-meter, pre-out etc, ma con alimentazione shunt), secondo te, di costi di materiali, a quanto potrebbe arrivare?

PS: giuro che la domanda non è provocatoria, ma un pannello frontale di soli 4 mm invece di 8 presenta controindicazioni di carattere ergonomico o di affidabilità, o risulta una mera (e legittima, intendiamoci!) questione estetica?
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