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Ahmad Jamal al Roccella Jazz Festival : un avvenimento unico !

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Ahmad Jamal al Roccella Jazz Festival : un avvenimento unico !

Messaggio Da Dirty Harry il 20/8/2011, 09:10

Uno degli ultimi grandi del jazz – contemporaneo e non – ha lasciato un’impronta indelebile nel concerto del 18 agosto del Jazz Festival Ionico.
Nel suo stile pianistico inconfondibile l’innovazione tecnica e stilistica convivono con una sensibilità artistica senza riferimenti ed anzi capace di crearne : il suono a cui da luogo con il suo gruppo, pur attingendo al retroterra culturale classico del patrimonio musicale afroamericano, recupera di quest’ultimo l’aspetto più lirico e interiore, espunto del frutto avvelenato del revanscismo causato dall’intolleranza razziale che – come tutte le altre forme culturali espresse dalla minoranza africana – ha dovuto subire il jazz.
La testimonianza pianistica di Jamal, innovatore dello strumento nel jazz, è figlia di quest’interiorizzazione del classicismo bebop, che da questa autentica solidità interiore sfocia in una serenità espressiva che recupera nuovi spazi al jazz afroamericano, riservati a quel pianismo di derivazione occidentale di stampo intimista, perdente sulla franca espressività del nostro.


Un momento del concerto di Ahmad Jamal.

Nell’iniziativa potente e tecnica affidata a James Cammack, Tyson del contrabbasso, e nel confronto con il batterista, provocatore ed irriverente quanto Ali, Herlin Riley, confronto la cui potenza espressiva del dialogo viene stemperata e sintetizzata nel suo significato da Jamal, con la preziosa rifinitura zen latina del percussionista Manolo Badrena, non c’è sovversione dei ruoli quanto del comune senso della musica jazz.
In questo contesto Jamal si porge come catalizzatore organico di una nuova forma di musica afroamericana, non limitata nella sua varietà espressiva da ristrettezze in stilemi superati di standard ormai consunti, e tutto ciò senza rinnegare minimamente la propria storia – anche nelle sue concrete e necessarie manifestazioni espressive – di sofferenza interiore ma operando per il suo improcrastinabile superamento.
Rispetto alla facilità del coinvolgimento con cui la musica del gruppo ha letteralmente stupito il pubblico, la banalità non ha mai fatto capolino nelle splendide esecuzioni dei nostri, con standard riportati a vita nuova.
Un grande artista per un grande concerto che non può che costituire un’esperienza unica per chi ha partecipato e per chi voglia partecipare in futuro ad un concerto di questo grande del Jazz che ha da poco compiuto 81 anni e per il quale il tempo sembra aver riservato un trattamento – a ragione – privilegiato.


Da sinistra verso destra : Manolo Badrena, Herlin Riley, James Cammack, Ahmad Jamal.

Un’ultima annotazione per l’affetto che i suoi più giovani collaboratori hanno manifestato di nutrire verso il nostro che mi hanno ricordato quello che altri giovani collaboratori riservavano ad un altro grande del Jazz di tutti i tempi, Ornette Coleman, ma quella è un’altra storia ed era un altro concerto : mind games
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