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Qualcosa di antico (o forse solo di vecchio)

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Qualcosa di antico (o forse solo di vecchio)

Messaggio Da mariovalvola il 12/10/2014, 19:58

Finalmente sono riuscito a terminare la base (non definitiva) per i miei prossimi amplificatori per cuffia. Non vuole e non può essere una realizzazione per tutti i gusti. E' solo un tentativo di proporre qualcosa di diverso partendo da premesse differenti. Non sono ancora sicuro di essere sulla strada giusta. Non ho mai realizzato ampli per cuffie. 
L'intento, non è competitivo. Voglio solo vedere dove riesco ad arrivare. 
Sarò ben lieto, se ci sarà l'opportunità, di confrontarlo, una volta terminato, con altre realizzazioni.
Le cuffie utilizzabili sono senz'altro quelle in mio possesso (Sennheiser HD-800, Shure SRH940, Beyerdynamic DT-880 600 Ohm) ma, ovviamente, tante altre funzioneranno perfettamente potendo l'ampli essere "settabile" tra i 10 e i 600 Ohm. In alcune configurazioni, anche le magnetoplanari, dovrebbero funzionare più che dignitosamente. L'uscita, potrà essere (attraverso il connettore impropriamente definito bilanciato) sollevata da massa con un discreto vantaggio sull'estensione in alto).
Non è stato semplice pensare in anticipo alle varie configurazioni. Avrò, grazie a questa piastra, la possibilità di realizzare molti ampli con caratteristiche diverse.
Anticipo sommariamente le possibilità:
1) Push-pull di triodi a riscaldamento diretto oppure pentodi o tetrodi a riscaldamento indiretto
2) Single ended in parallel feed di triodi a riscaldamento diretto oppure configurazioni stile Klimo Beltaine.
3) SRPP e inseguitori catodici come ultima spiaggia.
Tranne che per il residuale punto 3, ci saranno sempre i trasformatori in uscita (o induttori con varie impedenze). Avrò la possibilità di pensare allo stadio driver con triodi a riscaldamento diretto anche accoppiato alla finale con trasformatore interstadio. Gli alimentatori per anodica, eventuali negativi di griglia, e filamenti saranno in un altro telaio. Con i DHT utilizzerò i collaudatissimi DHT regs di Rod Coleman
I tubi che proverò saranno tantissimi.
Ne elenco i principali
Finali: 50, 2A3, PX4, AD1, 10Y, 801A, 45, VT52 WE, RE604, DW302, RE304, 71A, EL84, 6V6, 6C19, EL6, 4699, EL3, ecc. 
Driver: RE134, RE084, U415, LP2, REN904, 6J5, 56, 27, 26, 01A, ecc.
Colgo l'occasione per ringraziare bandAlex per le preziose info.
Posto una prima foto.
Per il resto, premesse, schemi e quant'altro ci vorrà un poco di pazienza.
P.S. preciso, visto che non mi conoscete, che non c'è nessuna proposta commerciale. 


Ultima modifica di mariovalvola il 21/10/2014, 21:29, modificato 1 volta
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Re: Qualcosa di antico (o forse solo di vecchio)

Messaggio Da password il 12/10/2014, 20:41

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Re: Qualcosa di antico (o forse solo di vecchio)

Messaggio Da mariovalvola il 12/10/2014, 22:01

1-Premessa
Sono uno stagionato autocostruttore di 51 anni. Da quando ne avevo 12 mi sono sempre divertito a realizzare “oggetti” audio a tubi. Ovviamente i primi erano copiati da vecchie riviste di alta fedeltà degli anni cinquanta. Crescendo, ci si illude, con studi, esperienze, ascolti, di capirci qualcosa di più. Si inizia a essere più autonomi nel concepire questi apparecchi. Anche quando si copia, lo si fa con un'altra testa. Con il passare del tempo, con amore e tanta costanza, si prova di tutto. Le alte e le basse potenze, i single ended e i push-pull in tutte le declinazioni, gli amplificatori controreazionati e quelli senza, i triodi a riscaldamento diretto, i barium tubes, i tubi con il filamento in torio-tungsteno. I trasformatori d'uscita, d'ingresso e interstadio, i nuclei nobili i leghe di Ni, le altissime tensioni e le tensioni relativamente basse.
E' un gioco che potrebbe durare più di una vita. Dopo tutti questi anni passati con i tubi, non pretendo di essere arrivato a risultati universali. Non penso di essere in grado di dispensare saggezza e conoscenza. Semplicemente ritengo di aver gestito, con costruttiva umiltà, esperienze, pregiudizi, successi e insuccessi. Sono anch'io schiavo delle mie suggestioni, del mio modo di vedere un amplificatore, delle mie sempre insufficienti conoscenze. In sintesi del mio vissuto.
Dopo due decenni di ascolti in monofonia con sistemi ad alta efficienza, mi è venuta la voglia di riprovare le cuffie. E' stata una folgorazione. Quelle moderne, oltre a essere molto più comode di quelle degli anni '80 che avevo, suonano molto bene e permettono ascolti con contrasti dinamici per me sorprendenti.
In questi mesi di piacevolissimi ascolti con un modesto ma furbo Schiit Valhalla, ho continuato a pensare a come realizzare un buon amplificatore a tubi per cuffie. Ho letto molto, ho visto numerosi schemi, mi è sembrato di cogliere, immodestamente, alcuni colli di bottiglia nelle normali realizzazioni a tubi e su queste basi, ho iniziato a porre le fondamenta del mio amplificatore.
Per capirci completamente, non m'interessa la replicabilità dell'oggetto. Non ho velleità commerciali (neppure su piccolissima scala...). Tutto questo, per me, è un gioco, una sfida, un nuovo sbocco per realizzare amplificatori di piccolissima potenza. Ho la fortuna di non dovermi preoccupare della reperibilità dei tubi per me significativi. Ho da tanti anni quello che mi serve. Questo è uno dei pochi vantaggi dell'età.
Non m'interessa lo stato solido. Non perché non possa andare bene. Semplicemente, non mi scalda il cuore (forse perché non sono io in grado di utilizzarlo al meglio).
2-Prime considerazioni 
L'aspetto più critico, in un amplificatore a tubi per cuffie, risulta l'adattamento d'impedenza. Come è noto, la resistenza interna di un tubo, in un circuito a catodo comune, risulta piuttosto alta: da poche centinaia di Ohm a qualche KOhm.
Le cuffie, almeno quelle che conosco io, hanno un'impedenza che va dalla decina di Ohm ai 600 Ohm.
Le realizzazioni commerciali (buone e modeste) si avventurano in strade comprensibili ma non necessariamente condivisibili per abbassare l'impedenza d'uscita: inseguitori catodici e inseguitori catodici di White, (anche con tubi pensati per alimentatori serie) SRPP, tubi in parallelo, e altre configurazioni OTL. 
Il problema è sempre quello della scelta dei tubi. Non nego, che almeno sulla carta, ma anche all'ascolto, un inseguitore catodico realizzato con una 6080/5998/6336/6C19, ecc. possa dare enormi soddisfazioni. Mi chiedo, però, se questa sia la soluzione migliore e, soprattutto la più musicale. Non so. Avrò tutto il tempo per capirlo.
Io partirei diversamente. Prima di cercare scorciatoie che di solito rischiano di essere efficaci come certe zelanti domestiche che, quando puliscono, ti lasciano lo sporco sotto il tappeto, proverei la via maestra. Un adeguato trasformatore d'uscita o, al limite, un autotrasformatore. Sono soluzioni più onerose, ingombranti (non sempre) e non facili. Il vantaggio è però insostituibile. Puoi impiegare i migliori tubi che la storia ci ha lasciato in eredità. Ecco, allora, che diventano utilizzabili tantissimi piccoli triodi di bassa e bassissima potenza estremamente musicali, magici e irripetibili. Gioielli della fine degli anni '20, degli anni '30 e '40, più moderni triodi/tetrodi/pentodi a riscaldamento indiretto, mitici e antichi triodi a riscaldamento diretto in torio tungsteno, nobili e delicati barium tubes (sempre e ovviamente a riscaldamento diretto). Grazie ai trasformatori d'uscita, ovviamente di qualità, ti si apre un nuovo mondo. Le possibilità si moltiplicano, non si è più obbligati a cercare tubi dalla Rp bassissima nati per tutt'altro scopo.
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Messaggio Da agenzia.tormenti il 12/10/2014, 22:20

T'ho beccato….
Il tuo incubo sono (franmat di audiofaidate…..)
E pensare che dopo avermi detto di quel trasformatore di uscita per ampli cuffie volevo chiederti che valvola pensavi di utilizzare…..
Questo rappresenta un vero e proprio contest valvolare per cuffie.

Spero di leggere quanto prima tuo aggiornamenti ma soprattutto di imparare cose nuove.

Son sicuro che farai qualcosa di grande, Mario San.

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Messaggio Da mariovalvola il 12/10/2014, 22:21

3- I "ferri"
In U.S.A., esistevano formidabili costruttori di trasformatori audio per tutte le necessità.
UTC, per esempio, realizzava, con nucleo in Hipermalloy, un bellissimo “ferro”: lo HA134.
Primario (per push-pull) 5KOhm e 9KOhm. Secondari settabili per avere in uscita 50,125, 200, 333,500 Ohm. Potenza utile gestibile 15W, risposta in frequenza entro un dB 10-50KHz.
Ecco una foto per dare un'idea delle dimensioni. Purtroppo sono oggetti molto difficili da trovare.
Un'alternativa forse più facilmente percorribile potrebbe essere il famoso autotrasformatore Peerless TL-404 (segnalatomi da Gianluca, un amico autocostruttore) che, oltretutto viene replicato da Mike LaFevre (Magnequest) sporadicamente. Sono 12 settimane che lo aspetto. A giorni dovremmo esserci.
E' un oggetto molto interessante. Agli estremi è un 5K e ha le seguenti prese:
500 Ohm, 200 Ohm, 50 Ohm, 10 Ohm (la presa a 4 Ohm non sempre c'è blink ). Dovrebbe tenere 2W. Quando li avrò a casa posterò alcune misure.
Si può, ovviamente, usare solo in parafeed.


Ultima modifica di mariovalvola il 12/10/2014, 22:45, modificato 3 volte
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Messaggio Da mariovalvola il 12/10/2014, 22:25

@agenzia.tormenti ha scritto:T'ho beccato….
Il tuo incubo sono (franmat di audiofaidate…..)
E pensare che dopo avermi detto di quel trasformatore di uscita per ampli cuffie volevo chiederti che valvola pensavi di utilizzare…..
Questo rappresenta un vero e proprio contest valvolare per cuffie.

Spero di leggere quanto prima tuo aggiornamenti ma soprattutto di imparare cose nuove.

Son sicuro che farai qualcosa di grande, Mario San.
Grazie ma, davvero, non saprei. Ci sarà un florilegio di tubi e di ferri. Purtroppo non basta avere ottimi ingredienti. Spero che il cuoco riesca ad essere all'altezza.
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Messaggio Da agenzia.tormenti il 12/10/2014, 22:31

il tuo approccio mi piace. 
Condivido il tuo modo di "progettare".
Sei diventato pure stereofonico!!!!

In ogni caso, la modestia va bene……..in tutti i paesi del mondo tranne che in italia.

Na roba del genere non l'aveva mai fatta nessuno, sono anni che giro in rete in cerca di roba seria per cuffia.

Se in qualche maniera posso aiutarti dimmi pure. Chessò, se hai bisogno di qualche componente giusto per sperimentare non farti problemi. 
Buon lavoro.
Francesco

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Messaggio Da mariovalvola il 12/10/2014, 22:35

Grazie per l'incoraggiamento. Ti farò sapere. grande sorriso
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Messaggio Da bandAlex il 13/10/2014, 00:18

Mi sono permesso di mettere in risalto questo thread, che seguirò con molto interesse. cool
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Messaggio Da eisenstein il 13/10/2014, 01:38

Grandissimo Mario, vai avanti che ti seguiamo tutti!  special cool
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Messaggio Da trevanian54 il 13/10/2014, 07:11

Da un assoluto profano mi dichiaro affascinato dalla passione che si legge tra le righe
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Messaggio Da mariovalvola il 18/10/2014, 21:49

Ringrazio per gli incoraggiamenti.  happy
Ho iniziato, in questi giorni, a montare i componenti sulla piastra.
Dopo vari ripensamenti mi sono deciso: inizio con un single ended assolutamente elementare.
Le uniche differenze con i soliti amplificatori che si vedono in giro, è la potenza veramente bassa (sotto i 1000 mW) e l'uso integrale di triodi a riscaldamento diretto.
I tubi finali saranno le RE304 Telefunken.
qualche immagine presa dalla rete (per semplificarmi il lavoro...)

Una piccola finale con una resistenza interna di 2,6KOhm e una dissipazione anodica massima di 6W. Dalla foto si capisce che è un'antica regina: infatti si intravede il serbatoio del bario. In questi irripetibili tubi, lo strato emittente sui filamenti (catodi) veniva vaporizzato in sede di attivazione durante l'affinamento del vuoto. Era un processo estremamente critico che solo pochissime fabbriche erano in grado di ripetere con profitto. Di solido presentavano una notevole capacità emissiva anche a basse temperature (infatti, nei cosiddetti barium tubes, fai fatica a vedere il filamento acceso). Gli svantaggi erano riconducibili a una maggiore delicatezza degli ossidi emittenti e alle citate criticità costruttive.
Di solito, negli altri DHT, l'ossido emittente veniva applicato sui filamenti prima del montaggio nel tubo. (2A3, 300B, ecc.).
Per i tubi driver devo decidermi: RE084 Telefunken, RE134 Telefunken, UX112A RCA, 01A RCA.
La prima e la seconda sono sempre dei barium tubes, la terza è americana e, quindi, più convenzionale, la quarta è uno dei tubi americani più antichi e ha la particolarità di avere il filamento in torio tungsteno come le più famose 211/VT4C.
Qualche foto sempre prese dalla rete:
RE134:
RE084:
UX112A:
01A:
i quattro tubi driver hanno anche il vantaggio di avere caratteristiche piuttosto diverse come parametri generali permettendomi il miglior adattamento possibile sotto ogni punto di vista.
La scelta finale si farà in corso d'opera. Devo capire come convivono tra loro e soprattutto rispetto alla cuffia utilizzata. Mi tengo aperte le seguenti opzioni:
-Bias automatico/Bias fisso sulla finale e la driver
-Accoppiamento diretto/RC/LC/con carico attivo/trasformatore interstadio.
Aggiungo, fuori tema, che sono stati giusto spediti ieri i due autotrasformatori TL-404 da Philadelphia. Spero che vada tutto bene.
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Messaggio Da mariovalvola il 18/10/2014, 22:13

una foto (mia) di qualche componente critico:

si intravedono i condensatori Mundorf che utilizzerò, gli zoccoli in teflon o in silicone, il potenziometro TKD e le prese RCA.
A breve, uno schema di massima. (non c'è, ovviamente, nulla di segreto. E' assolutamente banale).
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Messaggio Da mariovalvola il 19/10/2014, 11:25

Perché questi tubi così difficili e poco utilizzati?
Per rispondere, devo avventurarmi in un campo minato. 
Soprattutto in circuiti "elementari", il "peso" e il suono dei singoli componenti si sente. In particolare i tubi hanno una loro ben precisa impronta sonora (ceteris paribus).
Qualcuno ritiene che tutto si possa ridurre all'analisi spettrale notando come questi triodi distorcono. Probabilmente c'è del vero ma non è tutto
Potrebbero esserci, quantomeno, altri aspetti da tenere in considerazione. Due tubi finali costruiti in modo identico ma che in un ampli determinato distorcono in modo molto diverso, tendono ad avere la medesima impronta sonora (non sto sostenendo che la distorsione non abbia valore)
Questa fantomatica impronta è determinata anche da altri fattori:
Costruzione meccanica, struttura del filamento, tipo di ossido emittente, produttore.
La costruzione meccanica, in generale, la cito perché, come esempio, mi viene in mente un "giochino" che da anni mi diverte.
Prendo due raddrizzatrici 5R4G: una RCA del 1956 (Stock U.S. Navy) e l'altra probabilmente lievemente più recente marchiata FIVRE ma di costruzione S.T.C.
Sull'AVO meter mk IV (un provavalvole piuttosto serio anche se d'impostazione molto inglese) si comportano in maniera davvero simile. Con un'opportuna selezione utilizzo quelle con le sezioni sovrapponibili. una, la RCA, ha una costruzione normale con stem ordinario. L'altra, la FIVRE,  è più complessa e virtuosa: stem a bottone e intelaiatura per gli anodi diversa. Getter differente come composizione.
Ebbene. In un monotriodo normale riconosci perfettamente le differenze sonore sostituendo le due raddrizzatrici anche a volumi molto bassi.
Perché succede? non so spiegarmelo in maniera compiuta. i due tubi, lo ripeto, sono simili. Non si sposta il punto di lavoro della finale e tanto meno della driver. 
Questo per la valvola relativamente più "esterna" (è vero fino a un certo punto) al circuito audio. Cosa succede con gli altri tubi? Cose incredibili.
Per fare un esempio: La AD1, è stata costruita almeno in due modi diversi (in realtà le costruzioni sono state molte di più ma...) una con filamento ad arpa e deposito dello strato di bario emittente successivo (barium tubes) realizzata da Telefunken nel 1936. L'altra più convenzionale con giri di filamento minori e ossido emittente normale realizzata da Philips sempre nello stesso anno. All'ascolto, anche a parità di transconduttanza, suonano diversissime. La distorsione, di solito, anche se varia, non è quella che viene percepita (le impressioni sono le medesime con esemplari che in quell'ampli presentano distorsioni armoniche diverse). 
La 2A3 monoplacca più antica, quella del 1933 con filamento ad arpa suona in modo diverso dalla normale (biplacca con struttura del filamento molto più semplificata). Non bisogna avere le orecchie d'oro per accorgersene.
Discorso simile con altri tubi. Non la tiro troppo per le lunghe.
D'accordo. Sono diverse. Ma tutto questo a cosa serve ?
Altro campo minato  
Cosa intendiamo noi per alta fedeltà?
Per me l'alta fedeltà dovrebbe portarti, per magia, ad assistere all'evento dal vivo (registrazione permettendo).
Ma se non ci sei mai stato, che riferimenti hai? L'unica possibilità che ti rimane è mantenerti allenato ascoltando tanta musica dal vivo. Fatto questo, devi cercare un tuo personale artificio in grado di generare questa sorta di teletrasporto. Sono ovviamente meccanismi assolutamente personali. Come è personale la fruizione della musica. Non mi permetto di imporre quello che per me funziona. 
Con alcuni, ma non con tutti, questo avviene con circuiti semplici come i monotriodi  associati a sistemi ad alta efficienza. (ad altri questi approcci creano solo mal di testa). Le emozioni generate da questi oggetti diventa un formidabile vettore per creare la magia desiderata.
Sui monotriodi, sulla loro reintroduzione in Europa da parte di Hiraga e soci, è stato scritto di tutto. Anche i limiti di questo approccio sono noti.
Non pretendo, ovviamente, di dare risposte valide per tutti. Sicuramente, non basta essere "fedeli" al disco ammettendo che questo aspetto si possa misurare. Non basta quindi una presunta "linearità" intesa anche come bassa distorsione del sistema. Serve, forse, ma non è tutto.
in questo meccanismo, c'entra il vissuto di ognuno, la propria cultura, la propria sensibilità, la suggestionabilità ( che non è un difetto: è in realtà un pregio visto che è quello che si sta cercando ). 
Quindi?
Gli antichi triodi possono essere un valido aiuto per la particolare sonorità che sanno proporre. La freschezza, la dolcezza unita a un incredibile introspezione, le capacità dinamiche spesso superiori alle repliche moderne fanno la differenza. L'empirismo dei processi utilizzati in passato associato a una formidabile esperienza (probabilmente non disgiunta dall'utilizzo di materiali e lavorazioni non neutre per l'ambiente e per gli operai) permetteva di avere degli ossidi emittenti incredibilmente diversi, più longevi e performanti rispetto a quelli moderni attivati alla svelta e spesso alla membro di segugio (le valvole vengono costruite, oggi, principalmente per il mercato degli strumenti musicali. Le esigenze sono un poco diverse. Una volta erano i prodotti di punta anche per uso militare)
Funzioneranno con le cuffie? non lo so e soprattutto non posso sapere quanto possa essere generalizzabile questo approccio.
Sicuramente posso dire che in altri ambiti, con le ( ancora poche ) registrazioni che mi sono fatto girando per chiese e conservatori, mi aiutano molto.
Ci sarà la possibilità di utilizzare tubi un poco più popolari?
Forse si. 
Per esempio, la economica 4P1L è interessante.




Ne ho quattro pronte. Vedremo con il tempo.
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Messaggio Da mariovalvola il 19/10/2014, 21:36

Qualche schema di massima.
Il più semplice:
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Messaggio Da mariovalvola il 19/10/2014, 21:38

Con CCS
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Messaggio Da mariovalvola il 19/10/2014, 21:43

Come farebbe un autocostruttore "diversamente torinese" che me lo fece apprezzare: ecco un classico DRD. il tubo a gas sarebbe meglio sostituirlo con alcuni zener. E' uno schema molto elegante, ceh suona bene ma che clippa molto male.

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Messaggio Da bandAlex il 20/10/2014, 00:01

@mariovalvola ha scritto:

Molto interessante. Il funzionamento di questo circuito credo sia possibile per i valori di funzionamento (in tensione) dei tubi impiegati, il primo (quello di ingresso) lavora a una tensione molto più bassa del secondo (tensione imposta dal neon)  e questo particolare lo si sfrutta per collegare direttamente il tubo di ingresso a quello di uscita, senza usare condensatori o altro. La cosa interessante è che il neon imposta sia la tensione di alimentazione del primo tubo, che la polarizzazione del secondo.

In effetti il neon si potrebbe sostituire con uno o più zener, mi sembra che già il ccs sia a stato solido...
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Messaggio Da mariovalvola il 20/10/2014, 06:30

Si. E' molto elegante. I difetti di questo ampli dovrebbero risultare trascurabili ascoltando in cuffia. utilizzando, eventualmente, un tubo finale lievemente più muscoloso (per tenere lontano il clipping). Il CCS utilizza due DN2540. Si comporta molto bene.
L'aspetto che potrebbe scoraggiare la realizzazione è la tensione dell'alimentazione anodica totale che spesso supera i 400V.


Ultima modifica di mariovalvola il 20/10/2014, 08:41, modificato 1 volta
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Messaggio Da Edmond il 20/10/2014, 08:38

Mi piace molto questa idea, Mario. Complimenti! Sto leggendo con molto interesse!
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Re: Qualcosa di antico (o forse solo di vecchio)

Messaggio Da mariovalvola il 20/10/2014, 08:45

Grazie grande sorriso ma non è farina del mio sacco.
Io sono stato "invitato" a realizzarlo alcuni anni fa con la 45.  su altri lidi è stato ampiamente discusso.
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Re: Qualcosa di antico (o forse solo di vecchio)

Messaggio Da Edmond il 20/10/2014, 08:59

Non importa, l'importante è condividere le cose che piacciono!!! Le 45, che valvole speciali........ grande sorriso

Eppoi, altrimenti, leggeremmo solo del Boss e dei suoi ampli a stato solido o, al massimo della concessione, ibridi!!!!!!!!!! Che palle!!!!

Ahahahahahahahhahahahahahahahahah!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! laugh laugh laugh
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Re: Qualcosa di antico (o forse solo di vecchio)

Messaggio Da bandAlex il 20/10/2014, 10:56

@Edmond ha scritto:Eppoi, altrimenti, leggeremmo solo del Boss e dei suoi ampli a stato solido o, al massimo della concessione, ibridi!!!!!!!!!! Che palle!!!!
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Re: Qualcosa di antico (o forse solo di vecchio)

Messaggio Da mariovalvola il 20/10/2014, 14:59

Hai ragione. La 45 è incredibile. È completa e musicale nonostante la costruzione piuttosto povera. I tubi piccoli possono permettersi simili performances a prescindere.
Se ti piace il genere, dovresti provare la VT52 Western Electric. 
Sono tra le americane più performanti.
Nell'olimpo, oltre a queste due, tra le piccole, metterei la 801A /10Y e la 2A3 monoplacca. Certo, pensando alle cuffie ci potrebbe stare anche la 71A.
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Re: Qualcosa di antico (o forse solo di vecchio)

Messaggio Da mariovalvola il 26/10/2014, 19:39

Non ho prodotto tantissimo questa settimana. 
Ho terminato di montare i componenti "grossi" sulla piastra.







Dopo continui ripensamenti, ho deciso di sostituire la valvola driver, la 01A con la RE084.
I vantaggi dovrebbero essere:
- Una maggiore "coerenza": è, anche questo, un Barium tube come la finale, si pone, però,  un potenziale rischio di caratterizzazione per eccesso di omogeneità.
- Un guadagno maggiore
- Una minore Rp,
- Una migliore linearità. Quest'ultimo aspetto, in realtà, andrebbe considerato in modo più globale per evitare valutazioni assolutamente sbagliate ( errore già fatto in passato).
Un'amplificatore S.E., a parità di stadio finale, distorcerà di più quando lo stadio driver risulta, da solo, più lineare evitando o diminuendo l'impatto della cd. cancellazione armonica.
Sono giochetti legittimi che, però vanno usati con perizia e parsimonia.
Non ne sono immuni gli Audio Note di Kondo, Il Legend di Hiraga (Figlio dell'Anzai Zaika), Asano, e molti altri giapponesi (basta sfogliare qualche numero di MJ per accorgersene)
http://www.asrr.org/biblioteca/Revue%20Audiophile/FICHIERS/40/300B/300B.html
http://www.asrr.org/biblioteca/Revue%20Audiophile/FICHIERS/10/300B/300B.html
http://www.asrr.org/biblioteca/Revue%20Audiophile/FICHIERS/10/300B/300B.html


Ultima modifica di mariovalvola il 26/10/2014, 20:11, modificato 1 volta
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